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Le varie forme di espressione delle arti visive si possono raggruppare nei seguenti settori: Pittura, Scultura, Disegno, Grafica, Fotografia, Collage, Teatro, Mimo.
A noi, in questo spazio, per ora interessa studiare tre di queste forme: la pittura, la scultura e il disegno.

   °PITTURA°
La pittura è un qualsiasi processo operativo rivolto ad ottenere una immagine su una superficie mediante l'impiego di linee e colori. Da un punto di vista concettuale e storico, le origini della pittura sono perciò in stretto rapporto con quelle della scrittura: non soltanto tutte e due si servono di linee e di segni tracciati su una superficie, come mezzo espressivo, ma almeno tra i popoli primitivi, sono l'unico modo noto per comunicare notizie di fatti o anche idee astratte. Il rapporto che lega la pittura, ad altre forme di arte, è stretto ed evidente. È teoricamente e praticamente impossibile una distinzione tra pittura e disegno.
Infatti per sottile e monocromo che sia il tratto lineare del disegno può già essere considerato una macchia di colore.
Anche tra la scultura e la pittura le analogie espressive si intrecciano: nella scultura si da il rilievo plastico oggettivo alle cose, ma senza renderne il colore, mentre nella pittura esistono le immagini colorate ma senza il rilievo. Eppure questa differenza è più apparente che reale.
A prescindere dal fatto che esistono anche sculture con molte tonalità di colore (policrome) e pitture che non rinunciano al rilievo (pitture ottenute con la spatola ecc.); pittura e scultura sono quindi legate tra di loro dalla comune finalità di produrre immagini, dalla similitudine dei caratteri dello stile nei diversi periodi storici e dalle reciproche mutazioni di temi figurativi e di esperienze espressive.
Appare quindi del tutto legittima la tendenza ad eliminare la tradizionale distinzione tra scultura e pittura non solo nei risultati visivi e plastici, ma anche nei procedimenti tecnici, facciamo un esempio: la Scultura adotta i materiali come il cemento, il gesso, le lamine e fili metallici, vetro, acciaio ecc. e le tecniche di produzione meccanica come la saldatura, i trapani, gli scalpelli pneumatici ecc. per raggiungere effetti plastici e pittorici nello stesso tempo; per conseguire lo stesso fine la pittura inserisce pezzi di sacco, frammenti di carta e di vetro, di legno, sabbia ecc. nel quadro.
A seconda del tipo di supporto usato, la pittura si distingue in due maggiori categorie: murale e di cavalletto. Alla prima appartengono tutte quelle pitture eseguite a parete o al naturale, vedi i reperti preistorici, graffiti, ecc.; alla seconda quelle eseguite su supporti mobili, tela, legno, ceramica ecc.
Una seconda distinzione va fatta inoltre in base al tipo di solvente usato per sciogliere i colori: a seconda che questi vengano sciolti con sostanze acquose e oleose si hanno vari procedimenti dell'acquerello, dell'affresco, del guazzo, della tempera, dell'acrilico, dell'encausto, del pastello, della pittura ad olio.
In funzione delle scelte di applicazione che il pittore può fare, abbiamo invece delle terminologie che è bene conoscere.
Pittura e valori spaziali si può definire lo stile che cerca di rendere la terza dimensione o di rappresentare uno spazio indefinito.
Si ha invece la pittura a valori lineari quando il pittore dà la preferenza alle linee anziché al colore e al chiaroscuro.
Il "luminismo" quando si cerca di dare un intenso risalto alle parti colpite dalla luce, lasciandone altre nell'ombra.
La Pittura di tono o Pittura tonale quando invece lo spazio risulta costruito più che dalle linee prospettiche e dal chiaroscuro, dalla stesura di masse di colore senza definire i contorni, ma tutte espresse con un accordo modulato dalla luce dell'ambiente.
Passiamo quindi alla terminologia del colore: sono chiamati colori primari o elementari il rosso, il giallo, l'azzurro, colori composti o secondari tutti gli altri colori che risultano dalla mescolanza dei primari.
Si dicono invece puri i colori, sia primari che composti, che vengono applicati direttamente senza essere impastati con altre tinte.
Infine ricordiamo che si dice cromatico l'effetto ottenuto con la predominanza dei colori puri e si parla di pittura "timbrica" quando la violenza e l'intensità del colore crea quasi contrasto.
 


   °DISEGNO°

Si chiama disegno ogni rappresentazione di oggetti della realtà o della immaginazione ottenuta con un tracciato di un solo colore, in genere il nero, sopra una superficie che costituisce il fondo.
Il disegno oltre che come funzione preparatoria dell'opera pittorica o scultorea, può anche essere concepita come opera fine a se stessa.
Inoltre il disegno è un sussidio fondamentale per il conseguimento di alcuni tini, sia nelle scienze che nella tecnica, come anche nell'industria moderna.
Il disegno artistico spesso viene chiamato anche "bianco e nero", in quanto esiste un gioco di colori, e in questo è simile alla pittura, ma sostanzialmente il disegno è l'essenzializzazione del concetto, da svilupparsi con altra tecnica.
Il disegno si può distinguere in diversi modi: a seconda del tipo di segno applicato abbiamo infatti il disegno al tratto, al chiaroscuro ed a macchia.
Il disegno al tratto è forse il più antico ed il più semplice, in quanto riproduce con semplici linee il contorno dei soggetti.
E disegno al chiaroscuro quando, l'equa distribuzione delle luci e delle ombre, conferisce ai soggetti il senso del rilievo.
Si chiama a macchia quando le immagini sono rappresentate attraverso le intensità luminose delle singole parti di cui le immagini stesse sono composte.
questo genere di rappresentazione anticipa l'effetto che successivamente si otterrà con la pittura.
I materiali sui quali il disegno può essere eseguito, sono molteplici, ma il più comune e più diffuso attualmente resta la carta.
Altrettanto svariati sono i mezzi grafici di cui esso si serve: dalla penna con inchiostro di china, alla seppia, al bistro, alla matita di grafite, a sanguigna, a pastello, a pennello, a carboncino, ecc.



   °SCULTURA°

È importante intanto distinguere bene questi due termini: Scultura, Plastica.
La scultura è l'arte e la tecnica di ottenere una figurazione operando con l'intaglio su una materia dura.
Plastica invece per definire l'arte di plasmare una materia malleabile in modo da darle una forma.
Si noti infatti che nella lingua italiana si usa indiscriminatamente il termine scultura per indicare ambedue le espressioni.
Mentre in altre lingue, come il tedesco, succede il contrario cioè si usa la parola Plastica per intendere anche la scultura.
Quindi mentre nella scultura il procedimento operativo serve per "levare" cioè realizza la forma ricavandola da una massa informe di materia dura, che viene intagliata mediante attrezzi appuntiti o taglienti, nella plastica invece il procedimento operativo è quello di "aggiungere", cioè modellare la materia molle, aggiungendola con mano libera o aiutati da strumenti come spatole, stecche, bulini, ecc., sino alla creazione della forma.
Quindi i materiali si distinguono in due categorie: materiali duri e materiali molli. Sono materiali duri: marmo, pietra, legno, avorio, alabastro, ambra, giada. Sono materiali molli: l'argilla, la cera, lo stucco, il gesso, ecc.
Dal lavoro di plastica si arriva mediante il modello di cera o di argilla, con il procedimento della fusione, al risultato del bronzo, dell'argento, dell'oro, del rame e di fusioni in altri metalli.
Molta importanza hanno tuttora la tecnica dello sbalzo ottenuta mediante il martellamento di una sottile lamina di metallo sia dal dritto che dal rovescio fino ad ottenere un motivo a rilievo, e quella della toreutica, consistente nell'applicazione per mezzo di saldature o rapportatore di pezzi di metallo soprattutto in lamina, lavorate con il cesello, l'incisione e lo stampo.
È molto difficile definire l'importanza che la scultura può aver avuto nel corso della storia, e soprattutto poter affermare se essa sia stata superiore o inferiore alla pittura.
È risaputo infatti che Michelangelo poneva la scultura al primo posto nella graduatoria delle arti, mentre Leonardo la bistrattava come una arte "meccanicistica", e anteponeva la pittura.
La scultura nei secoli passati è stata concepita in quanto mezzo per esaltare in tutta la sua importanza la forma, anche se non venne rifiutata l'idea di inserimenti cromatici, determinati però soprattutto dalle variazioni di volume e necessarie per poter dare una maggiore verosimiglianza naturalistica o per arricchirle di una ulteriore forza espressiva.
Nella scultura contemporanea notiamo invece che il colore diventa elemento quasi di contrasto, pur restando nella sua espressione di base, metodo anch'esso di applicazione della forma, creando effetti volumetrici di particolare interesse
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disegno
scultura
inizio
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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