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Miseria e
splendore
della carne. Giovanni Testori e la grande pittura
europea", omaggio all'estro interpretativo e meditativo
di Testori |
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Museo d'arte
Ravenna
sino al 17 giugno 2012
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Un viaggio nell'arte americana sotto il marchio doc dei Guggenheim. Quando New York rubò la scena a Parigi e ad un'Europa infestata di deliri nazisti e furie belliche |
Palazzo dell'Esposizione
sial 6 maggio 2012 -------------------
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Collezione
Matricardi |
Capolavori
della
Maiolica
castellana
dal
‘500
al
terzo
fuoco.
220
capolavori
realizzati
tra
il
500
e il
700
provenienti
da
una
delle
collezioni
più
prestigiose
e
complete
nel
panorama
internazionale
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sino al
31 ottobre |
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itinerari d'arte
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info short
mostre
in italia |
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REGGIO EMILIA
sino al 29/4/2012 |
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Hayez, Fontanesi e la pittura italiana tra otto e
novecento |
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MILANO
sino al 20/maggio/2012
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Tiziano
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VIENNA
Fino al 28 maggio 2012 |
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Claes Oldenburg |
RIMINI
sino al 3/giugno/2012 |
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da
Vermeer a Kandinsky |
LONDRA
dal 14 marzo al 5 giugno 2012 |
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Turner Inspired: In the
Light of Claude |
RAVENNA
sino al 17 giugno 2012 |
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Caravaggio, Courbet,
Giacometti, Bacon, Miseria e splendore della Carne.
Testori e la grande pittura europea |
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panorama degli artisti e delle rassegne |
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ACQUA, FUOCO E TERRA. - IN
ESPOSIZIONE SESSANTAQUATTRO OPERE |
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La Banca di Teramo e di Ascoli, nella ricorrenza del decennale della
Fondazione, ha promosso una importante e significativa rassegna sulle ceramiche
di Pablo Picasso dal titolo: "Le ceramiche di Picasso. Acqua, fuoco e
terra". Sessantaquattro le opere esposte, belle e preziose, che
restituiscono gli stilemi artistici dell'autore andaluso ritenuto, a
ragione, il massimo artista del XX.mo secolo. La rassegna si inaugurera'
mercoledi' 7 giugno alle ore 18,00 nelle sale espositive del Museo Crocetti
di Roma dove, dell'artista abruzzese cui il museo e' dedicato, si conservano
oltre cento opere che testimoniano il valore, indiscutibile, di questo
scultore che ha dedicato alla bellezza e all'armonia l'intera sua vita
donando all'arte opere sublimi che ben rappresentano la poetica e l'estetica
del XX.mo secolo.
La rassegna sulle ceramiche di Picasso, nel museo dedicato allo scultore
Crocetti e', inoltre, ulteriore motivo di riflessione: Picasso scopre solo
nella maturita' il piacere di plasmare e lo fa con un materiale altamente
duttile, altamente manipolabile, quasi un esercizio elementare, giocoso, che
il grande artista affronta con l'entusiasmo di un bambino, scoprendo il
piacere di realizzare un'opera che ha piu' dimensioni e che puo' essere
toccata, usata. Crocetti, invece, dedica alla scultura tutta una vita e lo
fa utilizzando i materiali piu' duri, meno malleabili, il bronzo e il marmo.
Certo, non e' possibile comparare i due artisti sotto l'aspetto della
produzione ma si potra' ammirare, con la visita alla mostra delle ceramiche
di Picasso e, contestualmente, alle sale dove sono conservate le sculture di
Crocetti, il valore dell'arte plastica vista da due vite artistiche diverse:
dall'esercizio, in maturita', del piu' grande artista del secolo scorso e
dall'universo dell'artista italiano - ma apprezzato in tutto il mondo - che
ha fatto rivivere nelle sue opere quella peculiarita' tipica dell'arte
italiana che e' la bellezza.
E' nei laboratori del Vallauris (Valle dell' Oro) in Costa Azzurra dove
Picasso, in eta' matura, si dedica alla creazione, copiosa e intensa, di
ceramiche. I soggetti sono quelli che maggiormente ricorrono nella sua
opera, centauri, colombe, capre, donne e uomini, scene di tauromachia,
maschere, cavalli, figure di animali. E' questo variegato mondo, scomposto e
ricomposto in forma sintetizzata con piani e superfici ribaltate, che appare
su vasi antropomorfi, piatti, vassoi, piastrelle di ineguagliabile bellezza.
Picasso realizza i suoi primi lavori in ceramica nella bottega del suo
amico, lo scultore e ceramista, Paco Durrio. A casa Durrio, Picasso aveva
potuto ammirare alcune ceramiche realizzate dall'amico Gauguin e di questo,
che considerava le sue ceramiche come sculture, dunque "un'arte integrale
nel quale la forma, la materia e la decorazione sono un'unita'", sposo'
l'idea di elevare le ceramiche da semplice oggetto d'artigianato ad opera
d'arte. E non v'e' dubbio alcuno che le ceramiche del grande spagnolo siano,
oltre a rappresentare in pieno la sua maturita', opere d'arte di grande
valore.
Nel 1946 Picasso si dedica alla realizzazione delle sue ceramiche con la
passione di un bambino e la coscienza del grande e maturo artista quale egli
era. La terracotta e la sua plasmabilita' costituiscono per Picasso la
scoperta di un nuovo linguaggio. La ceramica appare come una nuova risorsa
nella sua volonta', secondo alcuni esperti, di rompere con il concetto di
opera unica e inaccessibile al pubblico.
Su questa base prende forma la ceramica picassiana nella quale, l'autore,
scopre un mondo fino ad allora inesplorato di forme e decorazioni nuove fra
vasi, piatti o piastrelle. Per analogia, gli stessi mondi di forme e piani
esplorati in precedenza tramite la pittura e l'incisione. Insomma, Picasso,
non da' nulla per scontato neppure nella ceramica e alla fine della sua
carriera, se mai, riassume in essa i lunghi anni della sua opera e la sua
maturita' di uomo e di artista. Una certa ideologia e' riscontrabile anche
nel Picasso ceramista, l'immortale autore di Guernica, che vuole avvicinare
la sua arte al pubblico e per fare questo, realizza in ceramica oggetti
d'uso quotidiano. Quasi certamente, l'applicazione di Pablo Picasso nel
mondo inesplorato della ceramica - fino ad allora ritenuto meramente
artigianale - produce una rinascita della stessa dalla meta' degli anni '40.
Vasi, piatti e brocche
La ceramica diventa un supporto per il mondo pittorico dell'andaluso per
eccellenza, per cui dalla tela, i suoi personaggi e le forme si spostano
sulla fragile e preziosa terracotta. I primi lavori sono realizzati su
superfici piatte, quasi a cercare una nuova tela ma senza dimenticare che il
grande artista e' alle prese con la nuova e sconosciuta materia.
Nell'insieme di tutta l'opera picassiana in ceramica e' possibile ricondurre
il Picasso pittore nella decorazione di piatti e mattonelle, mentre e'
chiaramente riscontrabile il Picasso scultore nella fattura e decorazione di
brocche, vasi e piccole figure.
La tauromachia, come risulta nel resto della sua opera, e' uno dei soggetti
maggiormente ricorrenti nelle sue ceramiche. Picasso, da spagnolo, considera
il toreare come lo sport piu' nobile: "perche e' l'unico nel quale gli
avversari non possono mettersi d'accordo". In molte creazioni, piatti,
vassoi, forme arrotondate e sinuose di brocche e vasi, l'artista ricrea la
plaza della corrida.
L'alto livello di sperimentazione e ricerca, che sempre ha accompagnato il
grande Maestro del Novecento nel suo percorso artistico, in ceramica produce
una decorazione indistinta fra recto e verso nelle superfici piatte. In
mostra, opere provenienti dal Museo Baluard di Maiorca e da importanti
collezioni pubbliche e private. Fra le ceramiche di maggior pregio si
citano, fra i piatti: Quattro pesci policromi, Scene di tauromachia,
Colomba, Quattro profili allacciati, Volto con capelli ricci, Interpreti di
musica; nel nutrito gruppo di brocche: Donna gufo, Picador, Viso di profilo,
Toro, Viso con occhi sorridenti; fra gli oggetti d'uso, alcuni portaceneri
raffiguranti un Uccello con cresta e un Picador.
Museo Crocetti
Il Museo "Venanzo Crocetti" raccoglie una collezione di novanta opere in
bronzo e marmo dell'importante scultore abruzzese e di questo, ne
rappresenta gli oltre settant'anni di produzione. Crocetti, raffinatissimo e
apprezzato autore figurativo ha realizzato una Porta di San Pietro in
Vaticano a soli 18 anni, appena trasferitosi a Roma dall'Abruzzo, sua terra
d'origine, vince il Primo premio all'Accademia di San Luca e, ancora
giovanissimo, a 25 anni, il Primo premio della scultura alla Biennale di
Venezia. Fra le opere presenti nel museo spiccano capolavori come: Gazzella
ferita e Fanciulla al fiume, entrambe del '34, Ragazza seduta del '46, La
Maddalena del 1973-76, Modella che riordina i capelli dell' 85 e Maternita'
del '98. Il Museo, articolato su due piani, e' composto da cinque sale per
l'esposizione permanente, da un grande spazio per le mostre temporanee e,
nell'interrato, da una cappella votiva allestita dal Maestro stesso e
corredata di gruppi statuari e bassorilievi marmorei.
A cura di Dolores Duran
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