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La Torre dell'Orologio di Acquaviva rappresenta la testimonianza storica
dell'identità civica dei suoi cittadini. Il monumento si pone come
fondale di piazza di una strada in pendenza,all'interno del centro
antico della città,nel nucleo più antico che costituisce la fase
insediativa di età normanna;a questo periodo risalgono gli edifici
principali:la Cattedrale e il Palazzo De Mari(Municipio),all'epoca
castello normanno,cinto ai lati da quattro torri ottagonali e circondato
da mura e fossati;in XVII sec.diventerà residenza principesca della
famiglia genovese De Mari,che qui imporrà il suo potere politico ed
economico. Entrambe le strutture si affacciano sulla via discendente che
si allarga su Piazza dei Martiri dove si trova la Torre. L'edificio fu
realizzato nei primi anni del Cinquecento su commissione di Andrea
Matteo Acquaviva,duca d'Atri e Marchese di Acquaviva,con funzione di
palazzo del Sedile dove nobili e borghesi si riunivano per coadiuvare il
feudatario nella amministrazione della città. La Torre dell'Orologio è
stata ricostr uita ex novo nel 1824 dall'architetto Memmola(che ottenne
in seguito l'incarico di primo cittadino di Acquaviva)che ritenne
oneroso il restauro del monumento e deliberò che fosse ricostruito
totalmente mediante l'utilizzo dello stesso materiale. Dai documenti
dell'epoca rileviamo che nel 1821 la Torre rischiava di crollare a causa
di lesioni molto profonde. La sua ricostruzione fu inizialmente
avversata dai cittadini,che rivendicavano proprio la funzione di
rappresentanza dell'edificio,ma la precaria situazione di stabilità
convinse gli abitanti ad un intervento tempestivo. La sua riedificazione
si inserisce in un momento di particolare tensione politica,in cui le
classi borghesi locali aspiravano all'autonomia amministrativa dal Regno
di Napoli,e il monumento si ergeva così, a simbolo di una maggiore
libertà politica. Il campanile a vela posto sulla sommità della Torre ha
mantenuto la campana antica datata al 1559 che riporta lo stemma del
duca d'Atri della famiglia Acquaviva d'Aragona. La Torre si affaccia a
sud,nel suo prospetto principale,su Piazza dei Martiri(1799),la facciata
est si affaccia sulla stradina antica del Sedile,mentre le facciate nord
ed ovest si trovano a ridosso di edifici sottostanti adiacenti. La
struttura dell'edificio si presenta tripartita da cornicioni aggettanti
e la facciata principale ci è giunta immutata:infatti,èvisibile identica
sullo sfondo di una stampa ottocentesca. La prima fascia comprende un
basamento in bugnato bucciardato,e un ampio portone centrale, profilato
da una cornice in pietra levigata. Il registro centrale è realizzato con
intonaco e riporta un grande stemma reale con croce Sabauda sormontata
dalla Corona Reale(inserita nel 1861 quando fu proclamata l'Unità
d'Italia)al centro,e due stemmi laterali della città di Acquaviva di
dimensioni più piccole;i conci in pietra sono qui ripresi sugli spigoli.
La parte superiore accoglie l'orologio,rachiuso in una cornice
quadrangolare;lateralmente si inseriscono due coppie di colonnine che
sostengono il cornicione aggettante superiore su cui si erge la vela,
delimitata ai lati da due grossi vasi etruschi. Sulla sommità è
rappresentata una piccola scultura di un angelo. La parete est è in tufo
intonacato e accoglie un piccolo portoncino,una finestra con balconcino
al primo piano,e ancora più su una piccola finestra. Al piano terra si
apre un vano coperto da volta a crociera,e un piccolo corridoio che
conduce al piano superiore. Il piano superiore è invece coperto da un
solaio in legno;il secondo livello,a cui si accede mediante scalette in
legno ripide,comprende un unico vano cieco con pavimento e solaio in
legno. Il terzo livello,con pavimento in tavole di legno,ospita la
macchina dell'orologio.
Antonella Colaninno
Chiesa di Sant'Angelo o della Madonna della Libera.
La chiesetta di Sant'Angelo o Madonna della Libera è la più antica delle
chiese presenti in Acquaviva delle Fonti,cittadina di circa 22.000
abitanti a sud di Bari. La chiesa è così denominata perchè era situata
nell'antico "borgo"o "casale"omonimo.Risale all'età normanna secondo
alcune fonti;infatti,il borgo viene menzionato in documenti dell'epoca.
Questo borgo detto "casale sant'Angelo"era situato su un piccolo colle a
nord ovest del centro storico,ed era ritenuto il primo nucleo urbano di
Salentium,antica denominazione della città(il borgo è citato anche in
documenti di XV e XVII sec.come "borgo Sant'Angelo"). Per la sua
vicinanza al centro cittadino fu incorporato all'abitato,alla "civita"e
si contribuì alla formazione di Acquaviva. Per questo si è pensato che
intorno all'anno mille la chiesa potesse aver coperto il ruolo di
cattedrale,come dimostrerebbe un rudimentale battistero(secondo il
Selvaggi)o più semplicemente un lavabo in pietra. La chiesa si ergeva al
centro del borgo che doveva essere cinto da mura o da abitazioni vicine
l'una all'altra, unite fra loro (forse su modello di un'architettura
longobarda"a corti",ricorrente nella Bari altomedioevale). La chiesa
presenta un'architettura molto semplice e si articola su dimensioni
modeste. Il suo interno si presenta ad aula unica terminante con un coro
sottolineato da un grande arco,s u cui si apre una volta a mezza
crociera. Qui si trova l'altare maggiore in pietra,sopraelevato su tre
gradini,su cui poggia il quadro ad olio della Madonna della
Libera,chiuso da un vetro,con cornice lignea intagliata e dorata in oro
zecchino, e dipinta d'azzurro nella fascia interna.L'altare riporta in
basso un rosone centrale,ed è ornato da due volute laterali e da due
angeli. Sulla parete di fronte all'altare è collocata una tela di grande
dimensione raffigurante San Michele risalente al XVII sece in condizioni
tali da richiedere un accurato restauro. Ai lati dell'altare maggiore si
aprono due passaggi che portano nella piccola sagrestia che si
caratterizza per la presenza di un genuflessoio a parete in legno
intagliato,e per un armadio di XIV sec.sempre in legno intagliato. Nella
sagrestia è presente anche una tela del 1650 raffigurante la natività di
Cristo,e un lavabo a muro molto antico in cui è inserita una formella in
cotto decorata con foglie. Antichissimo è anche il pavimento di questo
piccolo ambiente,realizzato in formelle di cotto in delicate tonalità
pastello. I muri laterali sono scanditi da due arconi profilati da
cornice che si aprono in corrispondenza dell'arco di sostegno delle
mezze crociere. Questi archi scaricano su quattro semipilastri molto
rustici distaccati da una mensola. Sulle pareti laterali ci sono quattro
piccole finestre e quattro dipinti di XVII sec.,di cui due sono inseriti
all'interno delle arcate. Le tele rappresentano rispettivamente:"Il
matrimonio di Maria","L'annunciazione",la "Visita di Maria a sua cugina
Elisabetta",e il "Battesimo di Gesù". Sulla parete sinistra c'è un
piccolo ingresso laterale,mentre sulla parete destra c'è un 'antica
mensola in pietra,e una statua di San Michele. Sulla retrofacciata è
appesa una tela del 1600 raffigurante la Madonna di Costantinopoli,icona
presente e venera ta nella cattedrale della città. Infatti,a questa
icona è collegata la costruzione della stessa cattedrale,che fu eretta
come chiesa palatina dal Serguglione(Gurguglione),in seguito al
ritrovamento di questa immagine sacra sulle coste di Bari. Secondo una
tradizione che unisce storia e folklore,l'icona sarebbe giunta sulle
nostre coste dall'oriente,dove sarebbe stata buttata in mare da una
devota che l'avrebbe così salvata dalla condanna dell'iconoclastia. La
copertura della chiesa è costituita da un'unica volta a botte,mentre il
pavimento è composto da piccole piastrelle rinascimentali in
maiolica,provenienti dal presbiterio della cattedrale e che hanno
sostituito quello in cotto più antico. L'esterno della chiesa presenta
un profilo semplice a capanna,sormontato da un timpano triangolare con
cornicione,ai cui lati si stagliano due gugliette terminanti con sfere.
In alto a sinistra si erge un campaniletto,aggiunto successivamente alla
chiesa verso il 1600. La facciata è bipartita in due ordini:quello
inferiore presenta un unico portale molto semplice e di modeste
dimensioni sormontato da una mensola,su cui è posta una nicchia che
conteneva la statua del santo;quello superiore comprende un'unica
finestra con mensola. Sul perimetro sinistro della chiesa vi è un
piccolo portone e una finestra. L'esterno è in pietra intonacata di
bianco. Sappiamo con certezza(da antichi registri della cattedrale)che
nella chiesetta si celebrarono i matrimoni fino alla metà del
1600,quando furono trasferiti nella chiesa madre,e che si seppellivano i
"mortini",cioè i bambini sottoil pavimento,per affidarli alla protezione
dell'angelo(non si menzionano sepolture di adulti). Sappiamo,sempre da
fonti,che furono fatte numerose donazioni per il decoro della chiesa,da
parte dell'arcivescovo di Bari mons.Antonio Puteo,tra il 1571 e il
1578(per rifare il tett o,per imbiancare la struttura e la statua del
santo...) Siamo a conoscenza che la chiesa fu attiva fino al 1600;si
celebrava messa di domenica e nelle altre festività. La chiesetta ebbe
un primo restauro importante nel 1714,dopo un crollo parziale;il lavoro
fu commissionato da Don Giovanni Annecchino,nipote di un altro prelato
che aveva fatto costruire nella città il Monastero delle Cappuccinelle
nel 1629. L'Annecchino fece dipingere il grande quadro di San Michele.
Dopo il restauro furono fatti lasciti anche di immobili da parte dei
devoti. Nel 1799 la chiesetta fu sottoposta ad uno storico saccheggio,e
nel 1880 fu effettuato un altro restauro,in cui si sostituì il pavimento
in cotto con quello in ceramica di reimpiego, proveniente dal
presbiterio della cattedrale. In questo secondo restauro fu realizzata
la copertura a botte,in sostituzione della capriata in legno(come si
evince da un antico registro di un'altra cappella). E'probabile che nel
corso dei lavori di restauro fu demolito un piccolo altare della Madonna
della Libera e collocato sull'altare maggiore il quadro a lei dedicato.
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Antonella Colaninno |