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Da Caravaggio a Bacon

Miseria e splendore della carne. Giovanni Testori e la grande pittura europea", omaggio all'estro interpretativo e meditativo di Testori

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 Un viaggio nell'arte americana sotto il marchio doc dei Guggenheim. Quando New York rubò la scena a Parigi e ad un'Europa infestata di deliri nazisti e furie belliche
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 Capolavori della Maiolica castellana dal ‘500 al terzo fuoco. 220 capolavori realizzati tra il 500 e il 700  provenienti da una delle collezioni più prestigiose e complete nel panorama internazionale

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SAN NICOLA 

L'arte nel suo splendore

 

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 San Nicola: splendori d'arte d'oriente e d'occidente

E' un viaggio itinerante che vuole ripercorrere,attraverso l’immagine quell’itinerario storico che nel 1087 portò le reliquie del santo nella città di Bari. La storia ci racconta che i baresi trafugarono da Myra(oggi Demre-Licia Asia Minore)le reliquie di San Nicola,concorrendo con i commercianti veneziani e rompendo un’alleanza che segnò due momenti importanti della storia della città. I veneziani,infatti,avevano recato aiuto ai baresi inviando una flotta che li sostenne nei quattro giorni di assedio che si conclusero con l’espugnazione della città ai bizantini per mano normanna. I normanni di Roberto il Guiscardo della famiglia degli Altavilla nel 1071 posero fine alla seconda dominazione bizantina in terra di Puglia che aveva fatto di Bari il punto nevralgico del potere politico bizantino,attraverso la formazione della cittadella catepanale in cui risiedeva il catepano,un’autorità demandata in loco da Bisanzio,il quale aveva un mandato di carica arbitrario. Il culto di San Nicola si è fortemente radicato sia in Oriente che in Occidente in una molteplicità di variazioni nei vari contesti geografici e cronologici. Riconosciuto e venerato in ambito bizantino,latino e armeno,il santo vanta la presenza di reliquie anche a Venezia,in Lorena e in altri paesi del continente. Il suo culto è vivo tra le comunità ortodosse e nella religiosità dei popoli russi che compiono pellegrinaggi verso Myra e verso Bari. La sua venerazione ha investito anche i paesi del nord e del centro Europa:Germania,Norvegia,Islanda.Il culto di San Nicola si è affermato definitivamente in sesto secolo e Myra fu la meta principale ,perché qui si trovava il corpo del santo,venerato per le sue capacità taumaturgiche.Le molteplici rappresentazioni figurative hanno contribuito alla diffusione del culto e alla concretizzazione dei suoi poteri taumaturgici. Era consuetudine nella cultura bizantina corredare il sepolcro di un santo con una icona commemorativa,vera effigies,che diventava essa stessa oggetto di venerazione perché miracolosa. La fisionomia del santo si è definita con la classica posizione frontale in atto benedicente,in posa stante o in una imbarcazione,rievocazione del suo leggendario viaggio. I dettagli della sua fisionomia sono però variabili:può avere forma allungata,secondo gli stilemi di sesto-settimo secolo; in seguito barba corta e ciuffo sulla fronte,o essere persino calvo,o avere barba a punta. Ricorrente nella sua iconografia è,invece,la lunga sciarpa bianca con croci,detta omoforion,che sottolinea la sua dignità episcopale,e il libro che il santo regge nella mano destra(elemento ricorrente nelle rappresentazioni dei padri della Chiesa). L’immagine di San Nicola ha subito contaminazioni in decimo secolo con la diffusione del culto di San Nicola di Sion,anche lui rappresentato con le insegne episcopali poiché vescovo. La sua agiografia non sottolinea capacità taumaturgiche ma virtù monastiche. Oggi c’è un’identificazione dei due Nicola.Nella seconda metà del decimo secolo la fisionomia del santo si tipizza e assume un’iconografia con fronte alta,chioma rada bianca o brizzolata e barba corta;le sue vesti si impreziosiscono con ornamenti in oro presenti su ognuna delle tre vesti sacerdotali. Nell’icona di fine decimo secolo proveniente dal monastero di Santa Caterina sul monte Sinai,SanNicola si presenta nella sua austerità episcopale,al centro di una nicchia profilata,intorno alla quale si collocano i medaglioni con i santi a mezzo busto. Le cromie oscure,la profondità dello sguardo,la carnalità del viso e la ponderatezza del busto non gli conferiscono un’aurea di spiritualità,ma sottolineano la solennità della sua carica episcopale;San Nicola infatti,indossa tutti i paramenti vescovili:dalla dalmatica diagonale bianca,alla casula marrone scuro,su cui è posto il felonion,una striscia bianca con due grandi croci dorate. Il felonion o pallio ha una valenza simbolica e si riferisce alla parabola del Vangelo del buon pastore e,come il Cristo,il santo la indossa sulle spalle.Questa icona è la più antica di San Nicola a mezzo busto e con santi sui margini.Sulla fascia superiore sono inserite le figure del Cristo e degli apostoli Pietro e Paolo,tutti in atto benedicente;lateralmente si collocano i santi soldati con le armi:Demetrio,Teodoro,Giorgio e Procopio;nella zona inferiore i santi taumaturghi:Cosmo,Damiano e Pantaleone. Ognuno di loro ha un significato preciso:il Cristo rappresenta il regno dei cieli,gli apostoli la Chiesa,i santi soldati sono i difensori della fede come San Nicola,mentre i santi taumaturghi sottolineano i poteri miracolosi del santo. Diversa è l’icona agiografica di tardo dodicesimo secolo,proveniente sempre dallo stesso monastero sul monte Sinai. L’immagine del santo è qui profilata da un ciclo agiografico sugli episodi della sua vita che fanno da cornice. Si sottolinea il suo ruolo di vescovo e l’autorità divina demandatagli da Cristo e dalla Madonna che gli consegnano il vangelo e l’omoforion e che sono posti ai lati del santo. L’impostazione della composizione si presenta allungata;dal viso,alle croci,al vangelo;c’è una maggiore luminosità e San Nicola ha sguardo più spirituale e barba e capelli bianchi. Il ciclo agiografico inizia con la nascita del santo e si conclude con la sua morte,ed illustra alcuni momenti della sua vita.L’icona di ambito sinaita o crociato di fine dodicesimo secolo rappresenta il santo nella tradizionale posa frontale a mezzo busto in atto benedicente. L’intera composizione è caratterizzata dal contrasto cromatico tra rossi e neri e da un maggiore movimento della linea. I paramenti sacerdotali accennano ad un panneggio disegnato di nero;nel volto si uniscono le morbidezze delle gote,l’ondulazione della barba,le forme allungate dell’occhio a mandorla,del naso aquilino, del ciglio severo e arcuato,e del viso. L’aureola si caratterizza per perlinature rosse e verdi frammezzate da punti bianchi;intorno ad essa si collocano il Cristo,la Vergine,e due angeli,profilati rispettivamente da una linea di contorno nera e rossa che disegna il profilo accentuandone il movimento. Gli angeli reggono turiboli con cui incensano il santo. L’icona proviene dal monastero di Santa Caterina del Sinai,centro attivo nella produzione di questi manufatti;in essa si uniscono modelli bizantini e occidentali. All’iconografia orientale si associano il fondo oro,le figure del Cristo e della Vergine,la continuita’ tra barba e capelli,le croci con bracci disuguali dell’omoforion,e le orecchie a forma di conchiglia. Di ambito crociato sono invece le assenze di bianco,sostituito dal grigio della barba e dei capelli,e dalla trasparenza dell’omoforion(tradizionalmente bianco),i nimbi rossi e i contorni degli angeli,ed infine il gesto benedicente. Particolare e’anche la disposizione ad y dell’omoforion e la presenza di angeli. L’icona di San Nicola con Deisis e santi comprende una steatite centrale di undicesimo secolo che raffigura il santo ed una cornice intorno ad essa di inizio quattordicesimo secolo;nel diciottesimo secolo vengono riassemblati i frammenti di steatite a causa della rottura delle cornici. In quattordicesimo secolo la steatite con il santo fu inserita in una cornice lignea dorata centinata, con figure. Ai lati del santo,a figure intere,si trovano San Pietro e San Paolo che hanno una simbologia precisa in quattordicesimo secolo,e testimoniano il rapporto tra la chiesa latina e quella greca.;superiormente sono posti il Cristo,la Vergine e San Giovanni Battista,gruppo noto come Deisis;nella parte inferiore si trovano San Giorgio,Sant’Onofrio, il monaco eremita che rinuncio’ agli abiti e per questo viene rappresentato nudo,e infine San Biagio di Amorino. Altre immagini del santo sono presenti su icone in metallo,come quella a bassorilievo datata tra fine tredicesimo e prima meta’ di quattordicesimo secolo,realizzata in lega di rame(8,2 x 6,4 x 0,6),o quella di quattordicesimo sec.realizzata a rilievo su steatite verde chiaro,in cui il santo compare a figura intera in forme plastiche(4,3 x 3,2 x o,7).La mostra presenta anche uno stucco verde invetriato posto su supporto ligneo,sempre di quattordicesimo secolo,in cui il santo e’ raffigurato nella tradizionale iconografia a mezzo busto(6,8 x 6 cm/15,7 x 13 cm). Un sigillo di settimo sec. reca sul recto l’immagine del santo a mezzo busto,le cui mani sono escluse dall’inquadratura;un’iscrizione attesta il nome di san Nicola. Questo sigillo e’conservato alla Bibliotheque Nazionale de France di Parigi. Il sigillo dell’eparca Nicola,di settimo sec.,forse la piu’ antica rappresentazione di San Nicola,reca sul recto la sua effigie,con iscrizioni ai lati ed un monogramma sul verso,segno di identificazione dell’autore (in questo caso l’eparca). Questi sigilli bizantini di piombo spillavano e convalidavano i documenti e le lettere. L’immagine di San Nicola e’ presente anche sui reliquari,come quello per la testa di Santa Prassede di fine undecimo primi dodicesimo secolo,in argento sbalzato e dorato con smalti a cloisonne’ proveniente dalla Biblioteca Apostolica Vaticana. Di pregevole fattura e’ il trittico in avorio con Deisis e santi di secondo decimo secolo sempre di provenienza vaticana. E’ un manufatto di particolare raffinatezza compositiva,in cui il diverso spessore delle figure realizzate a basso rilievo e a tutto tondo crea movimento e sottolinea l’elemento narrativo.E’ un’icona portatile che si usava durante le preghiere che si rivolgevano alla Deisis posta nella fascia superiore del pannello centrale del trittico;intorno sono raffigurati ventidue santi,.mentre dodici sono presenti all’esterno dei pannelli laterali. Il trittico e’ diviso in due registri da una fascia centrale che ospita medaglioni con santi. Nei registri superiori laterali si collocano i santi guerrieri con armi e uniformi;inferiormente sono rappresentati i martiri, che hanno lottato con il sacrificio della propria vita,che indossano abiti di corte e che si riconoscono perche’ portano la croce del martirio. All’esterno,sui pannelli laterali,ci sono i padri della chiesa e i santi taumaturghi: sul pannello sinistro compaiono i santi Basilio,Gregorio Nazianzeno(il teologo),Foca,Biagio,Gregorio il taumaturgo e Severiano;a destra Giovanni Crisostomo,Clemente di Ancyr,Cosma,Damiano,Agatonico e Nicola. I padri della chiesa sono all’esterno e non vicino a Cristo come nella tradizione iconografica bizantina,a simboleggiare l’importanza dei loro insegnamenti a difesa dell’Ortodossia. Di particolare fascino sono le icone provenienti dalla Russia. L’icona di San Nicola alla corte di Jaroslav e la sua leggenda,seconda meta’ di diciannovesimo sec.racconta la storia dell’icona del santo che per mare aveva raggiunto Novogorod nel 1113. E’un unicum per la composizione che presenta al centro un tondo profilato da un’iscrizione su base nera che racchiude un’elegante versione del santo in atto benedicente;due piccoli riquadri rettangolari alle sue spalle riproducono l’iscrizione “San Nicola taumaturgo”. Superiormente,al di fuori del campo circolare,e’rappresentata la colomba della pace che irradia intorno a se’ raggi di luce divina. Ai lati due medaglioni piu’piccoli narrano attraverso l’immagine ,dell’apparizione del santo al principe di Novogorod gravemente ammalato,al quale si consiglia di portare l’icona da Kiev a Novogorod. A destra e’ invece rappresentata la nave,costretta a restar ferma per giorni a causa di una tempesta;il cuoco dell’equipaggio pesca dall’Ilmen l’icona circolare che San Nicola aveva consigliato di andare a prendere da Kiev. Al di sotto del medaglione centrale la narrazione esce dai campi circoscritti e si svolge libera e continua. Ai lati dell’icona,in corrispondenza del tondo centrale,sono disposti a figura intera San Teodosio a sinistra e Sant’Antonio a destra,fondatori del monastero di Kiev.
Il miracolo di San Giorgio e il drago,sempre di provenienza russa,di fine quindicesimo inizio sedicesimo secolo illustra la storia della leggenda bizantina di settimo-ottavo sec.sulla vittoria di San Giorgio sul drago per intercessione di Cristo. San Giorgio sul cavallo bianco ha manto rosso e spada sguainata e riceve da un angelo in tunica rossa,collocato in alto a destra ,la corona celeste. La principessa e’all’ingresso delle mura di cinta della citta’che aspetta il santo;infatti,secondo la leggenda il drago sara’ condotto in citta’ e qui ucciso. Il tema di San Giorgio e’ricorrente nell’iconografia russa gia’ dall’undecimo sec. ed e’ collegato alla festa istituzionalizzata della consacrazione della chiesa di San Giorgio a Kiev ; infatti,nel 1051 la leggenda diventera’tradizione ecclesiastica.Sullo sfondo in alto a sinistra e’inserito un cerchio profilato da una cornice decorativa in cui e’ definita la figura a mezzo busto di San Nicola. Qui il santo sostituisce il Cristo che tradizionalmente si inserisce in questa collocazione,e quindi San Nicola si pone come vicario di Cristo. L’inserimento di figure di santi sullo sfondo o sul margine rientra in un’iconografia di matrice bizantina. San Nicola incorona re Ruggero secondo( 1132 circa)e’una placca in rame dorato con smalti champleve’(24,4 x 23,4 cm)che originariamente era collocata al centro della fascia frontale che corre lungo il ciborio,frapponendosi ad una iscrizione. E’un manufatto di grande importanza storico-politica,oggetto di studio di alcuni storici dell’arte. E’un’investitura simbolica che si ricollega storicamente alla fedelta’ della basilica a Ruggero il quale offriva la sua protezione alla chiesa. L’impostazione iconografica e’ di matrice bizantina nella frontalita’ delle figure e nella loro tipizzazione. Ruggero indossa abiti imperiali e regge il globo ed il labaro(le insegne del Basileus),mentre San Nicola e’ abbigliato con i classici paramenti vescovili che lo caratterizzano:tunica,dalmatica,e omoforion,e che gli conferiscono dignita’episcopale. Con una mano mantiene il pastorale e con l’altra pone sul capo di Ruggero la corona. Un corrispettivo iconografico e’ nel mosaico della chiesa della Martorana a Palermo,in cui e’ raffigurato Cristo che incorona re Ruggero. Gli studi in proposito hanno rilevato come le monete siano state un veicolo di trasmissione degli schemi iconografici bizantini. Gli smalti utilizzano pochi colori base dai quali si sfumano in gradazioni monocrome che suddividono lo sfondo in campiture:dal blu lapislazzuli,all’azzurro cielo,al bianco,al verde mela,verde bosco,verde smeraldo e verde mare. L’immagine di San Nicola e’ ripresa anche in manufatti in argento fuso,sbalzato e cesellato di manifattura napoletana,risalenti al quattordicesimo-diciasettesimo sec.,in cui il santo presenta un realismo accentuato del volto e del gesto. Gli argenti di San N icola e Adeodato(1658),ilBusto raffigurante San Nicola(ante1670),e laPace con San Nicola e Adeodato fanno parte del Tesoro della basilica di Bari.La mostra accoglie anche una serie di piccoli oggetti tra monete,sigilli, e cammei di tredicesimo secolo:il cammeo con san Nicola in vetro opaco rosso e marrone fa parte di una serie che comprende anche cammei in vetro trasparente di due secoli piu’antichi e realizzati a Costantinopoli;quelli opachi erano realizzati a Venezia forse qui introdotti da una tradizione bizantina durante il dominio latino in oriente. Questi cammei erano usati come amuleti dai pellegrini che viaggiavano per mare che li conservavano in un sacchetto legato al collo. Di ambito italiano ma meridionale e’il cammeo in agata con cornice d’oro raffigurante san Nicola che rifiuta il latte di sua madre. Questo episodio viene illustrato nell’agiografia del santo di Jacopo da Varazze in cui si racconta del rifiuto della poppata nei giorni del digiuno,mercoledi’ e venerdi’. Questo episodio veniva rappresentato in ambito monastico come monito visivo all’astinenza per i seguaci di san Benedetto;era un’esortazione per chi lo indossava. Un altro manufatto di grande interesse decorativo e’ la casula a campana di tredicesimo sec.di manifattura alto-renana che il sacerdote indossava come paramento durante la liturgia. Su di essa erano raffigurate le storie della vita del santo e durante il rito veniva cosi’evocata la sua presenza. Questo paramento ha forma semicircolare ed un’unica apertura per la testa,ed e’ suddiviso in trentotto riquadri delimitati nel perimetro da cornicette decorate a palmette e a nastro.La mostra ripercorre nel tempo attraverso le immagini il leggendario viaggio di Nicola,vescovo e santo e rappresenta le varie sensibilita’artistiche di ogni epoca,passando attraverso le eta’antica e medievale,attraverso il Rinascimento,il gusto barocco e manieristico ed un tardo settecento gia’ preromantico.Ad una pittura colta si associa anche un immaginario popolare che va dal diciassettesimo al ventesimo sec.:due dipinti di pittura fiamminga rievocano interni domestici durante le festivita’di san Nicola;alcune litografie propongono un san Nicola inedito,in veste di castigatore di bambini disobbedienti.Di particolare interesse e’la presenza di una maschera popolare dal tratto realistico,proveniente dal Museo Civico di Bolzano. In quest’area molte erano le manifestazioni folkloristiche legate a san Nicola con cortei mascherati,secondo un uso popolare della maschera che si tramanda dal passato. La mostra si conclude con l’acrilico e smalto serigrafato di Andy Warhol della Mythis Series del 1981 che rappresenta SantaClaus nella moderna iconografia di Babbo Natale,in cui si e’voluto trovare un ideale punto di continuita’con il santo di Myra.
Antonella Colaninno

Riferimenti bibliografici: catalogo della mostra”San Nicola Splendori d’arte d’Oriente e d’Occidente-edizioni Skira.