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Aldo Pecoraino
 

 
avvertiamo i Signori Utenti che l’associazione culturale “il torchietto” non ha alcun venditore che si occupi di contatti o vendite di alcun tipo. Eventuali richieste o informazioni devono essere esclusivamente riferite a mezzo mail o ai numeri telefonici in home page indicati. 
  GLI ARTISTI

collaborazioni in galleria


  fontana roberto CENNI

"La pittura per me è il risultato di una scelta di campo.
Scelta quasi obbligata dal mio naturale bisogno di espressione.
La pittura è colore, supporto, carne, vita, morte, dolore, gioia, passione... ove un punto fondamentale è il rapporto sensuale e quasi organico con il colore come materia, una lotta continua che evoca e raccoglie esperienze e suggestioni estetico e psico-emozionali.
La mia è una pittura nuda. Rivela quello che sono...
Una continua ricerca sul mio io più intimo e profondo, puntando spesso sull'autoritratto come icona elettiva e prioritaria ad espressione di quel delicato equilibrio mente-corpo dell'uomo contemporaneo in quanto animale sociale.
Io sono un animale che urla il suo dolore..."
Roberto fontana


Roberto Fontana è nato a Cambiano (TO) nel 1969.
Ha svolto i suoi primi studi artistici a Palermo, dove attualmente vive e lavora.
Nel 2000 ha frequentato la classe di pittura e disegno degli artisti cinesi Zhou Brothers alla Internationale Sommerakademie fur Bildende Kunst di Hallein, Austria.
Nello stesso anno, a Palermo, ha preso parte al work shop di incisione e stampa d'arte condotto dai maestri francesi René Tazé ed Elisabeth Bascou.
Sempre in Austria, nel 2001 e nel 2002, ha studiato alla Internationale Sommerakademie fur Bildende Kunst di Salisburgo, prima nella classe di pittura gestuale dell'azionista viennese Hermann Nitsch, vincendo una borsa di studio, poi nella classe di pittura e disegno dell'artista venezuelano Jacobo Borges.
Dal 1999 al 2001 ha seguito il corso di tecniche dell'incisione e litografia della Scuola Libera del Nudo presso l'Accademia di Belle Arti di Palermo.
Nel 2006 ha collaborato alla realizzazione delle scenografie e dei costumi per il musical teatrale   Corleone  La storia di Filippo Latino.
Nel 2016 è stato invitato a realizzare l'etichetta del vino per la 25a Festa della Bottiglia dal Rotary Club di Alcamo.


Mostre personali


2016 MEZZAFONTANIZMUS, (bipersonale con D. Mezzatesta) Muveleti Terulet Galéria  Budapest
2016 CERCO CASA DEGLI SPECCHI CON VITA INTERIORE, MQ Immobiliare  Palermo
2016 THIS IS THE DEAD LAND, Fabbrica 102  Palermo
2015 ESERCIZI DI NORMALITA', Galleria XXS aperto al contemporaneo  Palermo
2013 A PROPOSITO DI MAIALI, Vuedu Factory  Palermo
2012 CARNAIO, Galleria della Residenza Universitaria S. Saverio  Palermo
2009 IL MEZZAFONTANESIMO NELL'ERA POSTDEMOCRATICA, (bipersonale con D. Mezzatesta) Ex Noviziato dei Crociferi  Palermo
2008 AUTORITRATTO NUDO, Palazzo Resuttano  Palermo
2007 CAINOEABELE, (bipersonale con G. D'Acquisto) Libreria Caffè Punto 52  Termini Imerese
2006 CORPOREAL, Extroart  Oratorio S.Stefano Protomartire  Palermo
2005 FIGURAZIONI, Galleria L'Altro Artecontemporanea  Palermo
2003 AKTIONSMALEREI, Galleria L'Altro Artecontemporanea  Palermo
1999 DOCUMENTO, Palazzo Osterio Magno  Cefalù
1997 L'EAUTONTIMORUMENOS, (bipersonale con N. Bottalla) Associazione Culturale I Draghi Locopei  Palermo
1996 PERSONALE, Area d'Arte di Villa Niscemi  Palermo
1996 DISSOLVENZE/BOMLASOK, (bipersonale con N. Bottalla) Fiatal Muveszek Klubja  Budapest


Mostre collettive


2016 CACCIA AI TESORI, MQ Immobiliare  Palermo
2016 IN LABORE, FRUCTUS?, Galleria Studio 71  Palermo
2016 CAVE CANES, Bobez Arte  Palermo
2016 SAN FRANCESCO DI PAOLA NEL SEICENTENARIO DELLA NASCITA, Palazzo della Provincia  Cosenza
2015 SENTINELLE, Villino Favaloro  Palermo
2015 IN HOC SIGNO, Palazzo Costantino  Palermo
2015 SCONGIURO: TRA MAGIA E SUPERSTIZIONE, Palazzo Forcella De Seta  Palermo
2015 VIRGO ET VIRAGO, Museo degli Angeli  S.Angelo di Brolo
2015 VIRGO ET VIRAGO, Casa Memoria   P. Impastato    Cinisi
2015 IL CORPO OFFESO, assoc. cult. Le Mosche  Palermo
2015 VIRGO ET VIRAGO, Galleria Studio 71  Palermo
2014 CLOISONNE', Bobez Arte  Palermo
2014 ROSALIA ON THE ROAD, Chiesa di San Giovanni dei Napoletani  Palermo
2014 RISGUARDI, Libreria Easy Reader  Palermo
2014 ART FACTORY 04, Le Ciminiere  Catania
2013 ALIENS, Palazzo Vernazza  Lecce
2013 ALIENS, Palazzo Pirola  Gorgonzola
2012 L'UOMO DELLA FOLLA, Galleria Mediterranea  Palermo
2012 AR(T)CEVIA INTERNATIONAL ART FESTIVAL, Palazzo dei Priori  Arcevia
2012 DIE GROSSE, Museum Kunstpalast  Dusseldorf
2011 MICRO2, Mostra itinerante  Milano
2010 L'APOCALISSE! LA RELIGIONE NEL 2010, Spazio Orlandi  Milano
2010 METAMORFOSI  OVIDIO E L'ARTE CONTEMPORANEA, Avatars Gallery  Sulmona
2009 REMIX, Palazzo dei Priori  Arcevia
2008 HUMAN NATURE, Galleria La Porta Rossa  Biella
2008 AR(T)CEVIA INTERNATIONAL ART FESTIVAL  Arcevia
2008 PITICCHIO & THE INNOCENT MAILART, Castello di Piticchio  Arcevia
2008 ESTO NO ES UNA GALERIA  Bogotà (Colombia)
2007 START, Complesso Monumentale Guglielmo II  Monreale
2007 ARTeCINEMA, Teatro ComunaleFoyer  Sulmona
2007 20x20, Officina Creativa Lineadarte  Napoli
2007 VE(N)DESI, Kursaal Tonnara  Palermo
2007 LA TRE GIORNI CULTURA E ARTE, assoc. cult. Intona Rumori  Palermo
2007 13x17 WWW.PADIGLIONEITALIA, mostra itinerante nelle principali città italiane
2003 PERSPECTIVAS DE LA MUERTE, Cafè Picasso  Uruapan (Messico)
2003 AFFLITTI, Ex Monastero di S. Basilio  Palermo
2002 OPEN HOUSE, Festung Hohensalzburg  Salisburgo
2002 SIX PACK, No Tourist Gallery  Salisburgo
2002 ARTISTI A TORINO, Palazzo Torino Esposizioni  Torino
2001 OPEN HOUSE, Festung Hohensalzburg  Salisburgo
2001 PALERMO IN NURNBERG, Kreis Galerie am Germanischen Nationalmuseum  Norimberga
2001 EXPOSITION D' ESTAMPES CONTEMPORAINES, Mairie du X Arrondissement  Parigi
2001 TRALCI, CORPI, VARIE GEOLOGIE, Palazzo Osterio Magno  Cefalù
2001 INCISORI E STAMPATORI/GRAVEURS ET IMPRIMEURS, Istituto Italiano di Cultura  Marsiglia
2000 INCISORI E STAMPATORI/GRAVEURS ET IMPRIMEURS, Galleria Nuvole Incontri d'Arte  Palermo
2000 SOLIDARIA, Ex Convento del Carmine  Marsala
2000 OPEN HOUSE, Alte SalinePernerinsel  Hallein (Austria)
2000 LA CALCOGRAFIA, FORMAZIONE E PRODUZIONE IN ACCADEMIA, Civica Galleria d'Arte Moderna  Palermo
1999 CUPE VAMPE, Cantieri Culturali alla Zisa  Palermo
1999 MENOTRENTA, Spazio Hajech  Milano
1998 1° SALONE DEI PITTORI SICILIANI CONTEMPORANEI  Palermo
1996 CAGLIOSTRO: LUOGHI E MEMORIE, Palazzo Marchesi  Palermo
1996 S.BENEDETTO IL MORO, Convento di S. Maria di Gesù  Palermo
1996 MONTEPELLEGRINO FESTIVAL  Palermo
1993 CITTA' ARTE '93  Palermo
1992 VIA DELLE SCUOLE  Gangi
1992 CITTA' ARTE '92  Palermo

Testo critico di Salvo Ferlito

Corporeità svilite e dolenti, rese anonime e seriali da un ingravascente processo di riduzione del soma allo stadio di mera   cosità  .
Una vera e propria mortificazione dell’individualità  questa da cui discende, non a caso, il pertinente titolo Carnaio , che Roberto Fontana ha saputo analizzare e tradurre visualmente con quell’approccio impietoso e senza remore che ne contraddistingue da sempre la peculiare cifra artistica ed estetica.
Poco importa, quindi, che egli abbia condotto questa sua ennesima ricerca   per immagini   attraverso dei reiterati meccanismi di proiezione soggettiva  puntando sul proprio autoritratto come icona elettiva e prioritaria , poiché quel che conta veramente  in tal nuova riflessione sullo   stato delle cose    è la ferma volontà di incarnare in un credibile feticcio una dilagante condizione di palese disturbo degli equilibri psichesoma, facendone non tanto (o non soltanto) l’espressione d’un disagio strettamente personale, quanto  piuttosto  il paradigma d’una più diffusa situazione di malessere e patologia dell’intera società. In tal senso, l’insistita reificazione della dimensione corporale (e con essa il contestuale annichilimento di quella psicologica), di cui Roberto dà ampiamente conto con la sua pittura, si fa segno   patognomonico    chiaro e incontrovertibile  d’una   casistica   sempre più estesa ed evidente, i cui sintomi inequivocabili (e purtroppo irrefrenabili) affiorano con sempre maggior frequenza attraverso le maglie d’un pur capillare (e assai cogente) sistema di   profilassi   e   terapia   (cioè   controllo  ) d’ogni sorta di ipotetica   devianza   dalla norme convenute.
Proprio dietro la coltre suadente e rassicurante delle guarentigie democratiche si celano, infatti,  e la cronaca quotidiana ce ne dà triste testimonianza  delle forze pervasive e molto potenti, in grado di limitare ed anche conculcare le libertà individuali, facendo regolarmente leva su inappellabili esigenze di carattere superiore  il solito e non meglio specificato   interesse collettivo  , l’inderogabile   funzionalità   della macchina statale, l’obbligata   tenuta   dei conti pubblici e privati, l’assoluta   preminenza   delle leggi del mercato , in nome delle quali e sul cui altare poter   legittimamente   sacrificare e annullare i bisogni dei singoli individui e di intere porzioni della collettività. E’ questa  per l’appunto  la   macelleria sociale   cui allude  senza tanti eufemismi o edulcorazioni di maniera  il Carnaio dipinto da Fontana: una inquietante e contingente situazione di annichilimento e straniamento dell’Io (inteso sia in termini profondi, di coscienza di sé, che apparenti, di ruolo esercitato in ambito pubblico) di chiunque si riveli poco funzionale, non sufficientemente coerente o addirittura in opposizione riguardo alle suddette (e immancabilmente pressanti e stringenti) necessità e cause di   forza maggiore   e di   pubblica utilità  .
Con un linguaggio fortemente impregnato di venature espressioniste  nel quale si mescolano le suggestioni nordiche di Kirchner, Nolde e Munch con gli spunti mutuati dal prediletto Bacon e con i diretti insegnamenti del dionisiaco azionista viennese Hermann Nitsch , ma anche con un occhio assai attento alle indicazioni provenienti dal graffitismo della più attuale   street art  , Roberto ha dunque impaginato un impressionante   casellario   di singole tipologie di disagio e di squilibrio psicocorporale, non limitandosi ad una semplice elencazione di natura puramente   tassonomica  , ma procedendo nel senso dell’acuto approfondimento d’ogni singolo caso esaminato, per farne un doveroso riferimento ai fini della piena comprensione delle cinetiche destabilizzanti di cui è preda l’intero corpo sociale.
La   rivisitazione   della Decollazione del Battista di Caravaggio (con il focus puntato sul collo sgozzato e sanguinolento) o la ripresa allucinata de L’urlo di Edvard Munch (ormai ridotto ad una maschera magmaticamente decomposta) o ancora le svariate riproposizioni del proprio autoritratto (non di rado in un evocativo e straniante sdoppiamento dell’immagine attraverso il ricorso al riflesso in uno specchio), ma soprattutto le tante scene di macelleria (coi corpi umani drammaticamente appesi ai ganci ed esposti alla stregua di qualsiasi altro animale) diventano così le icone d’una sempre più diffusa condizione di minorità dell’Ego contemporaneo, i cui spazi di libertà risultano vieppiù ridotti e coartati in nome e per conto di   ragioni superiori  , nelle quali i contenuti umanitari appaiono del tutto soccombenti rispetto agli obblighi d’efficienza e praticità. Una inevitabile alienazione dal contesto ed un irreversibile processo di scivolamento verso la disidentità  quelli raffigurati crudamente da Fontana  che costituiscono il logico e consequenziale punto d’arrivo per chi non voglia o non sappia assoggettarsi agli intenti e ai dettami di tutti quei registi  più o meno occulti  che tendono ad orientare e condizionare i comportamenti dei singoli e dei gruppi. Rispetto a miti palesemante   normalizzatori    alimentati da chi gestisce il potere economico e politico con l’ausilio d’un apparato propagandistico che s’avvale d’una comunicazione di massa artatamente orchestrata e controllata , quali quello dell’opportunità d’una gestione   tayloristica   della macchina sociale (che consenta al contempo una miglior   resa   del meccanismo ed un più capillare   controllo   di chi si riveli riottoso o inadeguato), dell’iperspecialismo lavorativo (grazie al quale robotizzare l’individuo, ridimensionandone l’autonomia operativa), della professionalità elevata a regola di vita (dietro la quale non vi è altro che acritica adesione a schemi di marketing altrove precostituiti), del raggiungimento a tutti i costi del successo personale (fino alla prostituzione fisica e mentale pur di ottenere arricchimento o notorietà) e  non ultimo  quello dell’adeguamento a canoni di bellezza e forma fisica elaborati da pubblicitari e chirurghi estetici (in un ennesimo ritorno a moduli di corporeità che rispondono a finalità esclusivamente codificatrici e normative), è gioco forza  anche proprio malgrado  il divenir partecipi di meccaniche d’inclusione o d’esclusione, con tutto l’inevitabile corteo di ripercussioni intrapsichiche e di cortocircuiti negli equilibri psicocorporei. A fronte d’una così insistita pressione omologante esercitata dal contesto, in assenza di volontà o capacità di assimilarsi, lo scivolamento verso una dimensione separata di solipsismo  in cui il contrasto ormai insanabile fra immagine esteriore e personalità si risolve in termini di acuta sofferenza corporale  si pone al contempo come fuga da un giogo insostenibile e anche come reazione nei confronti d’una inaccettabile realtà.
E’ questa condizione ibrida, di vittima sacrificale (ostracizzata fino alla marginalità e alla morte) e di oppositore consapevole (che fa della rinuncia una critica al sistema), ad esser rappresentata da Fontana con veemente congruenza, spingendo gli osservatori a   prender posizione   attraverso una lettura intensamente simpatetica. L’identificazione emozionale ed affettiva con questi esemplari d’umanità dolente non comporta, infatti, un semplice coinvolgimento interiore dalle finalità catartiche, ma l’induzione d’una più ampia riflessione di sapore sociopolitico, che prevede la presa di coscienza delle perverse e distorte logiche di cui è preda l’intera società.
Non un invito all’arrendevolezza e alla rassegnazione  quello espresso attraverso l’urlo rabbioso e di dolore, o mediante l’afasico e alienato straniamento, o addirittura con la definitiva riduzione allo stato mortuario , ma un fermo richiamo al pieno recupero ed esercizio delle funzioni critiche, quale unico mezzo di difesa dalle dorate e capziose insidie mosse ai nostri inalienabili diritti di uomini e di cittadini.


 

 

 

 

data ultima modifica: mercoledì 16 agosto 2017
 infoline: 3489946151

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