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Aldo Pecoraino
 

 
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  GLI ARTISTI

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  lucio ghezzi CENNI

Nato e cresciuto in una terra, la Sicilia, dove la luce e i colori penetrano nella memoria degli uomini, Ghezzi si ritrova a dipingere come un cantastorie, per raccontare e non scordare la nostra provenienza, ci aiuta a ricordare e a rispettare le nostre origini attraverso i suoi dipinti, i suoi colori. In un’era che ci tiene costantemente proiettati nell’impegno del “domani”, che ci costringe incessantemente ad essere concentrati nel realizzare progetti che riguardano il nostro futuro, dove lo spazio e il tempo hanno un valore assoluto e prioritario, dove la scienza e la tecnica non lasciano più spazio alla fantasia e alla improvvisazione, ecco che, in nostro soccorso e per nostra memoria, ci salva l’Arte. Da sempre essa è un forte ancoraggio al passato e ci consente di rivisitare il nostro percorso attraverso il tempo, è forse proprio per questo motivo che, ancora oggi, nel terzo millennio della nostra storia, l’Arte figurativa risulta essere la prescelta, la più celebrata e vincente. Qualcuno accusa i pittori di tale espressione artistica di essere ancorati a vecchi schemi, di non sapersi rinnovare in nuove forme di sintesi e di ricerca ma, sono sicuro che la maggioranza degli estimatori della pittura, davanti a due opere pittoriche che contrappongono opposti stili di interpretazione, pur apprezzandoli entrambi per la tecnica, per cromaticità, espressione e quant’altro, rimarranno sicuramente più coinvolti dal quadro di fattura classica dove la “memoria” delle nostre origini diventa la chiave vincente. Potremo sicuramente riconoscere, dentro un qualsiasi paesaggio pittorico, nostre sensazioni, odori della nostra fanciullezza, riflessi di luce di momenti da noi vissuti, situazioni che ci riportano ad un passato che ci appartiene e che fa parte di noi, queste emozioni renderanno vincenti le tele che ci rimandano al nostro passato proponendoci frammenti di memorie che ci appartengono e che ci rendono simili e vicini gli uni agli altri. Lucio Ghezzi è un pittore di formazione ancestrale, legato a forme e colori riconoscibili per tutti, ritrae quel che vede o che ricorda senza ricercare altro, a lui serve dipingere per raccontare quel che lo circonda, senza perifrasi né parole che tal volta risultano essere scontate e noiose e rendono sicuramente meno di un’immagine realistica, anche se dipinta. Ghezzi ha imparato da solo, schivo e solitario riuscì fin da ragazzo a concentrarsi sulla tela e a devolvere ad essa il compito di interloquire col prossimo attraverso esposizioni e mostre che lo hanno condotto in un percorso tortuoso ma di grande soddisfazione, ama i suoi pennelli e continua ad usarli come tramite per tutti coloro i quali, apprezzandone i dipinti, vorranno averne uno nella propria casa per goderne e farne godere gli amici. Il rapporto che ha con la tela dunque, non è costruito o studiato, il suo approccio è sempre stato il frutto di una volontà reverenziale e realistica atta al racconto delle cose che lo circondano, la sua non è una ricerca piuttosto una conclusione, semplice, senza orpelli che ne deturperebbero la veridicità e rischierebbero di togliere la schiettezza di cui lui è promotore e….pittore


 

 

 

 

data ultima modifica: mercoledì 16 agosto 2017
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