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Da Caravaggio a Bacon

Miseria e splendore della carne. Giovanni Testori e la grande pittura europea", omaggio all'estro interpretativo e meditativo di Testori

  Museo d'arte
Ravenna
    sino al 17 giugno 2012

L'epopea Gugghenheim

 Un viaggio nell'arte americana sotto il marchio doc dei Guggenheim. Quando New York rubò la scena a Parigi e ad un'Europa infestata di deliri nazisti e furie belliche
Palazzo dell'Esposizione

Roma

sial 6 maggio 2012
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Collezione Matricardi

 Capolavori della Maiolica castellana dal ‘500 al terzo fuoco. 220 capolavori realizzati tra il 500 e il 700  provenienti da una delle collezioni più prestigiose e complete nel panorama internazionale

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REGGIO EMILIA
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Hayez, Fontanesi e la pittura italiana tra otto e novecento

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LONDRA
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RAVENNA
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Caravaggio, Courbet, Giacometti, Bacon, Miseria e splendore della Carne. Testori e la grande pittura europea





 


 
 

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Nella concezione della raffigurazione dell’arte pittorica siciliana, il mattatore assoluto risulta essere sempre lui, Renato Guttuso. Per un pittore di questa isola che conosce e ama le luci e i colori assoluti che questa terra è capace di dare, la conoscenza profonda della cultura contadina e delle architetture lasciateci nei secoli da continue e irrazionali infiltrazioni di ordine religioso e politico, nonché le riorganizzazioni continue di carattere sociologico e filosofico, hanno prodotto, nel tempo, una mentalità con caratteristiche particolari che ci hanno penalizzato agli occhi del mondo esterno, ma che, allo stesso tempo, ci hanno insegnato ad essere dentro di noi, forti e risoluti, convinti e certi di quel che deve essere e che vogliamo che sia. Tutto quel che facciamo è rivolto al compimento del nostro obiettivo.
Succede così che, per questo percorso storico che ci distingue, nell’esternazione artistica e poetica, letterale e soprattutto pittorica, gli Artisti siciliani sanno, come pochi, usare il colore assoluto con grande disinvoltura ed efficacia.
Non vi è mai incertezza nel deporre sulla tela, con forza espressiva, colori e segni assoluti, marcati da una mancanza di indecisione, senza compromessi tra luci ed ombre che sembrano, a volte, anche troppo sfrontati e brutali ma decisamente realistici ed espressivi.
Uno di questi nostri artisti, Salvatore Marino, non riesce dunque a sorprenderci se propone delle tele che rispecchiano tutta la concentrazione di queste emotività alle quali abbiamo accennato, barche abbandonate al sole, cesti con pochi frutti, lenzuoli appesi tra balconi desolati e luci accecanti, riescono a scrivere con segni esperti e convincenti quel che è nel nostro animo, quella che è la nostra verità. Marino è nato a Palermo il 2 ottobre 1950. Essendo autodidatta, non si deve pensare a Marino come ad un artista di grandi capacità tecniche ma, altrimenti, considerarlo alla stregua di antichi cantastorie che, per secoli, sono stati lo specchio della storia dei popoli, la loro conoscenza è diventata la nostra ed è a loro che noi tutti dobbiamo le nostre memorie che altrimenti avremmo perduto nello scorrere del tempo.
La sua espressione pittorica è comunque convincente, serena, scevra da influenze esterne ma non da quelle storiche, marcate da chi, prima di lui, ha già raccontato tutto ciò e che risponde al nome di Guttuso.
Le mostre personali di Marino non hanno ancora oltrepassato i confini dell’Italia ma ci fa egualmente piacere sapere che, soprattutto nel centro-sud, sono molti i galleristi che ne approvano l’operato e che lo propongono con soddisfazione ai loro
collezionisti che ne apprezzano la solare semplicità.
Auguriamo pertanto a Salvatore Marino, un percorso parimenti solare e positivo, che possa portarlo sempre più vicino alle sue mete, ma che non gli levi il gusto e la semplicita’ di narratore della storia e dei personaggi della nostra meravigliosa terra.
M.R.