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Sin da ragazzo
ho avuto il culto, il rispetto e l’ammirazione per il mondo dell’arte che ho
sempre percepito come una forma dovuta dall’uomo per l’uomo.
Intendo dire che, la sensibilità, la cultura, l’amore per le espressioni
artistiche in generale, sono sicuramente innate nell’animo umano, certamente
lo studio, la conoscenza e la curiosità, affinano e migliorano questo
rapporto indissolubile tra l’essere e l’espressione dell’essere.
L’arte del disegno, della poesia e del raccontare, in fondo, altro non è che
l’essenza di quel che siamo stati e che siamo.
Non possiamo non renderci conto che, attraverso la rivisitazione della
nostra evoluzione artistica, sia possibile percepire come il tempo ci abbia
modificati, le arti sono l’esatto riconoscimento del nostro percorso
storico, del mutamento continuo ed irripetibile che abbiamo subito; le arti,
tutte, ci raccontano di personaggi, di storie, di guerre e amori, di civiltà
scomparse e di avvenimenti che hanno inciso sul nostro percorso ma che
avremmo certamente dimenticato se, sempre lei, l’ARTE, non ci avesse
ricordato attraverso le sue molteplici forme, tutto questo nostro vissuto.
L’ARTE dunque, siamo noi, noi siamo il risultato delle sue più diverse forme
di espressione, la poesia, la pittura, il teatro, l’artigianato, la musica e
la prosa, la guerra (anch’essa un’arte) con la sua forza distruttiva ma
innovatrice col suo odio e la sua avidità, tra la voglia di potere e di
conoscenza, di conquista e di arroganza.
L’arte non è solo dolcezza e raffinatezza, evidentemente il suo forte
temperamento trasforma l’uomo e le sue emozioni in qualcosa di più grande di
lui stesso, qualcosa che lo porta fuori dai suoi stessi confini, forse anche
alla follia talvolta, opere immense ed impensabili sono state realizzate da
personaggi che hanno dimostrato alla storia che sono pochi i confini che,
l’uomo e l’arte, insieme, non possano valicare.
Oggi, mi rammarica e mi stupisce come tutto ciò sia poco considerato e
percepito dalla nostra nuova cultura, i tempi attuali rispettano poco questo
infinito ed importantissimo patrimonio che abbiamo a disposizione e peggio
ancora, non si capisce che, solo attingendo al passato artistico della
nostra storia possiamo trarre quelle logiche e quelle informazioni che ci
possono guidare nel futuro, il domani ha bisogno dei consigli del passato,
della sua esperienza e della sua lenta ma costante evoluzione.
Ultima nata, nel mondo dell’arte, è l’espressione cinematografica, arma
importantissima se non fosse sprecata da poca ambizione e pessima cultura,
pochi sono stati, sino ad oggi almeno, i narratori di spessore che siano
riusciti a mettere a frutto questa nuova potenzialità che è la
cinematografia, poche firme degne di nota hanno espresso, attraverso questo
nuovo veicolo così importante e poliedrico, nuova linfa artistica degna di
essere inserita nel più elevato senso di arte che appartiene all’umanità.
Il cinema diverrà il nuovo custode del nostro passato, presente e futuro, ad
esso bisognerà affidare il significato delle nostre esperienze e la custodia
del nostro passato: sarà la nostra memoria.
Massimo Riccobono
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