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Aldo Pecoraino
 

 
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  laura riccobono CENNI

Laura Riccobono è nata a Villafranca di Verona il 6 Settembre 1971.
"Conosco solo i quadri più recenti di Laura Riccobono, è una carenza poiché si capisce subito che gli ultimi esiti sono stati preceduti da una ricerca. In questo modo sfugge inevitabilmente qualcosa, e il modo di percepire i risultati parte solo da una esperienza troppo privata, piuttosto che comune e convenzionale. I quadri si prestano (invitano) a una osservazione duplice: da vicino (una distanza di qualche decina di centimetri dal supporto) dove si possono cogliere i colpi di spatola, la sequenza musicale con cui sono impastate e distese le tinte; scostati dal quadro, in proporzione alle dimensioni della tela, se ne colgono invece la composizione e la dimensione di paesaggio (nelle possibili varianti atmosferiche di luminoso, torbido, cupo, allucinato). In pittura ho una preparazione limitata ai classici: ho pensato a Velazquez, e in maggior misura (la parte veneta della pittrice è stato un incentivo) a Tiziano. Così anche nel repertorio di nature morte ingigantite, mi pare di leggere i registri immediati della forma e della sua dissoluzione in segni, in macchie, in tinte. Il rischio di precorrere e di anticipare le intenzioni dell’autrice è serio (magari dove scorgo un percorso lineare c’è invece una via tormentata, dove vedo sperimentazione c’è invece autobiografia), ma non mi allontano molto dalla verità se trovo che ci sia innanzitutto un desiderio di piacere molto personale, un appagamento nel disegno e nell’uso dei colori che sono sostanzialmente un prerequisito. Sin qui forse non ho intuito nulla di troppo peculiare o che non sia inscrivibile nella ricerca di tanti altri. Ma è in un precario (diciamo) rapporto di forze tra comporre e disgregare, ovvero tra necessità e libertà (diciamo) che mi pare di intravedere una nota più profonda. Ecco: il segmento, la stagione che descrivono questi quadri, i cieli, i paesaggi è quello di un risicato e difficile equilibrio. Qualcosa che è sul punto di spezzarsi o di orientarsi verso un versante che non conosciamo. In questo senso i risultati mi sembrano tutt’altro che consolatori, ma lasciano come una nota sospesa, una non appagata aspettativa. Quadri fatti non solo pre essere osservati, ma un invito a pensare. In che modo questi punti interrogativi si scioglieranno, come le mutevoli divergenze troveranno conclusione, e infine persino la questione se sto leggendo correttamente o meno i quadri di Laura, tutto questo lo sapremo (lo sapranno altri) solo alla fine del gioco."
Prof. Marco Rosario Nobile
“Veronese di nascita, con sangue siciliano nelle vene, ha scelto la Sicilia per vivere e lavorare, ed è da questa terra satura di profumi, passioni ma anche sofferenze e contraddizioni, che Laura Riccobono ha dato vita ai colori della sua tavolozza, colori che trasferisce densi su tela, con gesti rapidi e precisi, come a voler dare corpo alle proprie emozioni.
In lei hanno sempre lottato un razionale architetto ed un artista; ma basta guardare i suoi quadri, immergendosi in cieli dove lunghe pennellate fanno giocare i colori fra loro, formando tinte che arrivano a toccare le più profonde corde dell’anima; oppure osservare i suoi alberi, gli intrecci dei rami, la tessitura delle cortecce per catturare la poesia di un racconto che ci trascina fuori dai confini dello spazio e del tempo; ed infine perdersi negli orizzonti lontani dei suoi paesaggi, per comprendere che è l’artista che sta vincendo.
Quadro dopo quadro, il linguaggio di Laura Riccobono si è raffinato maturando nella concretezza della pura essenza dell’Arte, mantenendosi ben lontano da ogni contaminazione di natura accademica o commerciale, consentendole di esprimersi ad un livello che per tanti artisti potrebbe già essere un punto di arrivo, ma non per lei, dotata per raggiungere ben altre mete”.
Domenico Cassarà
“Partita da esperienze tra le più eterogenee, ivi compreso il trompe l’oeil, si muove ora nell’ambito di un paesaggismo dalle forti connotazioni cromatiche e materiche. La matrice professionale la spinge verso ampie aperture scenografiche, dove le varie angolazioni prospettiche mettono in risalto vaste zone dove il disegno si svolge avviluppandosi in campi monocromatici inusuali o si staglia su sfondi che inventano rincorse tra colori e forme”.
Pino Schifano
“Contrasti di colori che danno rilievo all’elemento primo della composizione pittorica...Laura Riccobono dichiara, attraverso l’arte, un’esigenza di sincerità, di chiarezza morale. Ciò che colpisce di questa artista è proprio la capacità di tradurre con il linguaggio pittorico sensazioni e desideri intimi, senza mai banalizzarli, senza mai degradare a semplice strumento esplicitamente narrativo il discorso artistico. Riccobono è in grado di conferire ai suoi paesaggi la massima forza di suggestione. Contemplare l’immagine senza tuffarcisi dentro è perciò impossibile. Non credere di aver viaggiato lungo confini incantati ancora più improbabile”.
”SICILIA ARTE OGGI” – ANNUARIO D’ARTE 2002 
 


 

 

 

 

data ultima modifica: sabato 22 luglio 2017
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