- INDEX -

   Prima pagina
   Redazione
   Rubriche
   Eventi
   Utility

info short  
mostre in mostra

partner



clicca per accedere al menu

archivio

AGGIORNAMENTI

Aldo Pecoraino
 

avvertiamo i Signori Utenti che l’associazione culturale “il torchietto” non ha alcun venditore che si occupi di contatti o vendite di alcun tipo. Eventuali richieste o informazioni devono essere esclusivamente riferite a mezzo mail o ai numeri telefonici in home page indicati. 
 EVENTI

PANORAMA DEGLI ARTISTI E DELLE RASSEGNE

archivio


 

battiti d'ali

storie di bambini nella Puglia antica

Gioia del Colle – Castello Normanno Svevo

 

 

 

Battiti d’Ali è il titolo della mostra archeologica presentata al Castello Normanno Svevo di Gioia del Colle, in permanenza fino al 30 novembre. “Storie di bambini nella Puglia antica”è un viaggio nel tempo che racconta la condizione del bambino nella società antica tra VII sec. a. C. e IV sec. d.C. attraverso i corredi funerari, i giocattoli, gli ornamenti, gli affreschi, i vasi, una stele funeraria, e una serie di iscrizioni. Il materiale proviene da diversi contesti geografici locali:Minervino Murge, Ascoli Satriano, Taranto, Gioia del Colle, Canosa, Egnazia e Brindisi, ed è stato rinvenuto durante le rispettive campagne di scavo condotte quasi tutte, negli ultimi venti anni. Ritengo che sia una mostra molto interessante, non solo perché documenta aspetti non molto diffusi, ma anche perché coinvolge emotivamente il pubblico interessato, per la delicatezza del tema e per la riflessione su come molte tradizioni non siano affatto così lontane ma quasi ci appartengano nella quotidianità. Nelle teche sono esposte una serie di statuine fittili, dei giocattoli, che le mamme offrivano in dono nei santuari curotrofici(dal greco“kouros”bambino), chiedendo la protezione della dea Era. Questi stessi giocattoli potevano essere offerte votive di giovani fanciulle che convolavano a nozze, come simbolo del loro passaggio dalla fanciullezza all’età adulta;infatti, in antichità le donne si sposavano in età prematura, verso gli undici, dodici anni. Tra i giocattoli sono esposti una serie di piccoli animali, delle culle con bambini con sonaglio, cioè una pallina inserita al loro interno che produceva un suono piacevole al movimento, una bambola con corpo intero e arti mobili fissati al corpo centrale(queste bambole erano generalmente in terracotta ma potevano essere anche in avorio, e in questo caso si attestava una posizione sociale elevata). Un’altra tipologia di gioco erano gli astragali, di forma rotonda, usati già nel mondo egizio. Una preziosa statuina fittile riproduce l’Ephedrismòs, un gioco infantile in cui in due avanzano a cavalluccio e spesso chi è sotto ha gli occhi bendati; in due devono raggiungere il punto dove si trova la palla che è stata lanciata da chi monta in groppa. Anche in antichità le nascite venivano annunciate mediante un simbolo augurale esposto fuori alla porta, che prevedeva un ramoscello d’ulivo per un maschietto, e una striscia di lana per una femminuccia,ma anche in quei tempi, i bambini potevano non essere riconosciuti dal loro padre perché affetti da malattie, e così venivano disposti in una pentola di argilla, e collocati fuori dall’abitazione, abbandonati a se stessi e lasciati morire di fame e di freddo; nella mostra è stata allestita una teca in cui è esposto un contenitore in sezione con le ossa di un bambino lasciato morire in questo modo. Bisogna ricordare che purtroppo, era alto il tasso di mortalità infantile, dovuto a malattie congenite o infettive;la sepoltura dei bambini di pochi anni prevedeva l’inumazione in piccoli sarcofagi o in casse, dove spesso venivano sepolti anche i loro giocattoli come corredo funerario. E’interessante il ritrovamento in una tomba di un uovo di gallinaceo ancora intatto, conservato all’interno di un vaso in terracotta, un unicum nelle sepolture di queste regioni. Stretta tra i denti della bocca di un bambino è stata ritrovata una moneta d’argento, l’obolo per Caronte, per il passaggio nell’aldilà, tradizione mantenuta nelle sepolture cristiane con l’obolo di San Pietro. Un altro importante documento delle usanze del tempo è il ritrovamento di una sepoltura di una giovane di dodici anni che presenta una acconciatura particolare, con ciocche di capelli fatte passare dentro vasetti di terracotta, ancora oggi conservati integralmente.        

 Antonella Colaninno

 

 

 

 

 

data ultima modifica: mercoledì 16 agosto 2017
 infoline: 3489946151

infomail:
arte@iltorchietto.it
design: COANPA -  2012 -
webmaster