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Aldo Pecoraino
 

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PANORAMA DEGLI ARTISTI E DELLE RASSEGNE

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alberto burri

 

 

 

Si è svolta a Roma, alle Scuderie del Quirinale, una grande retrospettiva dal titolo Burri. Gli artisti e la materia 1945-2004 curata da Maurizio Calvesi e Italo Tomassoni.
l problema della concezione estetica di Alberto Burri, accolta da un lato in termini entusiastici per l'audacia del "pittore dei sacchi", dall'altro liquidata quale fatto scandalistico ed irriverente nei confronti degli eterni ideali di bellezza ritenuti pertinenti ad ogni forma d'arte, va invece connesso con la condizione umana vista nei suoi aspetti più tragici, ossia nella sua impossibilità di riscatto.
Ma se il riscatto è sempre possibile, magari nobilitandolo e facendolo pretesto d'un nuovo mezzo di espressione estetica, tutto ciò che è considerato "rifiuto", v'è anche l'assunto d'entrar nel vivo d'un modo torbido e sotterraneo che ci sconvolge con le sue apparizioni sempre più ggressive e spietate.sestante 2 Di qui la fondamentale importanza dell'iconoclastia di Burri quale sintomo d'una situazione e la validità in senso assoluto della sua sconcertante produzioneUna mostra senza dubbio interessante dedicata ad Alberto Burri, e non solo, nella quale si traccia il percorso dell'artista di Città di Castello a dieci anni dalla morte. Un artista innovatore che già dagli anni Cinquanta cominciava a dare scandalo; celebre la presentazione del  suo "sacco" nel 1960, alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna che si guadagnò interpellanze parlamentari e persino denunce all'Ufficio d'Igiene.
Parlando del maestro umbro  Maurizio Calvesi afferma: "Abituati come siamo alle forme di pittura non già realizzate con il passaggio del pennello, ma con i più eterogenei e accidentali materiali, che chi sia nato nella seconda metà del secolo scorso stenta a immaginare l'impatto fortemente provocatorio che i sacchi di Burri ebbero sulla società dell'epoca". 
Burri, infatti,  ha avuto notevole influsso su molti artisti a lui contemporanei come  Antoni Tapies, Jean Fautrier, Jean Dubuffet e l'italiano  Lucio Fontana. Ma anche sui  "divi" della pop art come Jasper Johns, Jim Dine e Robert Rauschenberg e su artisti che come lui hanno fatto uso di  materiali non convenzionali (detriti, avanzi industriali, materiali poveri, organici e naturali  tra cui Piero Manzoni, Mimmo Rotella, Mario Schifano).
La maggior parte delle opere esposte appartiene a questa categoria di artisti "contagiati da Burri", come simboleggia il grande muro costruito per la mostra vicino all'entrata delle Scuderie del Quirinale, sul quale sono incisi i nomi degli artisti, con il solo "Burri" in rosso.In mostra, inoltre sono presenti anche tre testimonianze filmate sul maestro: una datata 1993, forse l'unico documento della sua voce ("Sono le opere a parlare", diceva spesso),
L'avventura della ricerca di Franco Simongini del 1969 e Burri di Rubino Rubini.  
La mostra sarà visibile fino al 16 febbraio 2006, dalla domenica al  giovedì dalle 10.00 alle  20.00 e il venerdì e sabato dalle 10.00 alle 22.30.
I.
Un grandissimo innovatore. Alberto Burri fa parte di quella schiera di autori che usano la materia per parlare, la plasmano come una lingua, ne fanno il centro nevralgico della propria poetica. In esposizione opere realizzate con materiali eterogenei: sacchi, legni, ferri, e poi plastiche, combustioni, cretti e cellotex.



 

 

 

 

data ultima modifica: mercoledì 16 agosto 2017
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