- INDEX -

   Prima pagina
   Redazione
   Rubriche
   Eventi
   Utility

info short  
mostre in mostra

partner



clicca per accedere al menu

archivio

AGGIORNAMENTI

Aldo Pecoraino
 

avvertiamo i Signori Utenti che l’associazione culturale “il torchietto” non ha alcun venditore che si occupi di contatti o vendite di alcun tipo. Eventuali richieste o informazioni devono essere esclusivamente riferite a mezzo mail o ai numeri telefonici in home page indicati. 
 EVENTI

PANORAMA DEGLI ARTISTI E DELLE RASSEGNE

archivio


 
 

lucio fontana

 

 

 

 Collezione Peggy Guggenheim, Palazzo Venier dei Leoni -  Venezia

Questa esposizione è stata dedicata a due serie preziose e poco manifestate di Lucio Fontana: il ciclo delle Venezie e la serie di opere in metallo chiamata New York riunite per l'occasione e presentate insieme per la prima volta. Spatial Concept, 1965
Lucio Fontana nel 1961 dipinge, in pochi mesi, una serie di tele considerate uniche: un suo momento di grande rarità conosciuto dagli studiosi come le Venezie. Dopo aver per lungo tempo intitolato le sue opere Concetto Spaziale o Attese, Fontana ora adotta per la prima volta titoli poetici dedicati in maniera esplicita a una città. Venezia era tutta d’oro o Notte d’amore a Venezia sono solo alcuni dei dipinti che saranno esposti alla Collezione Peggy Guggenheim nell’attesissima mostra Lucio Fontana. Venezia / New York dal 4 giugno al 24 settembre 2006 a cura di Luca Massimo Barbero. L’esposizione, che gode del patrocinio della Fondazione Lucio Fontana, Milano, è dedicata al ciclo delle Venezie e alla serie di opere in metallo chiamata New York qui riunite e presentate insieme per la prima volta.
Nello stesso anno espone questo ciclo di dipinti a New York, alla galleria di Martha Jackson: è la prima mostra personale di Fontana negli Stati Uniti e lo consacrerà nuovo maestro dell'avanguardia internazionale. Fontana è affascinato dalla città americana e, in un curioso gioco geografico ed estetico, mentre espone le venezie a New York prepara alcuni bozzetti dedicati alla metropoli che, al suo rientro in Italia, eseguirà in una serie indimenticabile di metalli: le new york.
Lucio Fontana nasce nel 1899 a Rosario di Santa Fé (Argentina).
Si trasferisce molto presto in Italia. Nel 1927 si iscrive all'Accademia di Brera e segue i corsi di Adolfo Wildt.
Nonostante la lontananza, continua a mantenere intensi contatti con il Sudamerica, dove effettua frequenti viaggi e dove ha aperto uno studio di scultura.
Partecipa a numerose esposizioni e concorsi, in Italia e all'estero. Realizza monumenti funerari e commemorativi.
Stringe rapporti con il gruppo degli architetti razionalisti, collaborando ai loro progetti con sculture e rilievi. Un'attività che porterà avanti per buona parte della sua vita.
Nel 1934 Fontana entra in contatto con l'ambiente dell'astrattismo lombardo legati alla galleria milanese Il Milione. L'anno dopo, si lega al gruppo parigino "Abstraction-Création". Alterna opere astratte, come le tavolette graffite o le sculture in ferro filiformi, con le ceramiche "barocche", che realizza presso le fornaci di Albisola e Sèvres.
Nel 1939 prende parte alla "Seconda mostra di Corrente".
Nel 1940 è di nuovo a Buenos Aires, dove frequenta i gruppi d'avanguardia e partecipa alla stesura del Manifesto Blanco (1946), che segna la nascita dello spazialismo.
Nel 1946 Lucio Fontana torna in Italia. Qui riunisce subito attorno a sé numerosi artisti.
Nel 1947 elabora il Primo Manifesto dello Spazialismo.
Nel 1949 realizza i primi ambienti spaziali. Del 1951 è il grande arabesco al neon per la Triennale di Milano.
Parallelamente nascono le prime carte con i "Buchi". È l'inizio della grande stagione dei Concetti spaziali.
Tra il 1951 e il 1957 elabora diversi cicli di opere, basate sulla perforazione del supporto (tela, tavola, carta) e la sovrapposizione di materiali vari: pietre, pezzetti di vetro, gesso, sabbia, payettes. Passa poi alle tele dipinte all'anilina e alle sculture spaziali su gambo.
Sul finire del 1958 realizza le prime opere con i "tagli", che riproporrà nel 1959 su tela, con il titolo Concetto spaziale. Attese. Una variante è costituita da I Quanta, insieme di 9 tele poligonali, recanti un taglio ciascuna.
Del 1959 sono anche le sculture in bronzo Natura. Nel 1960, parallelamente alle tele con i tagli, avvia il ciclo di tele con i cosiddetti "Crateri", squarci prodotti nella tela, spalmata di colore ad olio. Nel 1962 è la volta dei "Metalli", lastre di ottone o acciaio squarciate.
Nel 1963 appare la notissima serie della Fine di Dio, grandi tele ovali verticali monocrome, recanti squarci. Nel 1964 è la volta dei cosiddetti "Teatrini", tele con buchi, incorniciate da bordi sagomati in legno che simulano una quinta teatrale.
Rientrano nell'intensa attività espositiva di questi anni, la retrospettiva del Walker Art Center di Minneapolis e il Gran Premio per la pittura della Biennale di Venezia, entrambi del 1966. Dell'anno seguente sono le "Ellissi", le sculture in metallo verniciato e le scenografie del Ritratto di Don Chisciotte per la Scala di Milano.
Lucio Fontana muore nel 1968, dopo essersi trasferito nella casa di famiglia a Comabbio, in provincia di Varese.
Nel 1982 Teresita Rasini Fontana, moglie dell'artista dà vita alla Fondazione Lucio Fontana. Ancora oggi la Fondazione costituisce una delle iniziative meglio gestite nel campo della valorizzazione e della tutela del lavoro di un artista

 

 

 

 

 

data ultima modifica: mercoledì 16 agosto 2017
 infoline: 3489946151

infomail:
arte@iltorchietto.it
design: COANPA -  2012 -
webmaster