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Aldo Pecoraino
 

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PANORAMA DEGLI ARTISTI E DELLE RASSEGNE

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edouard manet

 

La prima rassegna italiana dedicata al grande artista francese ha presentato circa 150 opere.Presentata alla stampa, l'esposizione e' stata promossa dal Comune di Roma, dalla Provincia, dalla Regione Lazio ed e' stata organizzata da Comunicare Organizzando di Alessandro Nicosia. Curatrice Maria Teresa Benedetti, coadiuvata da un Comitato scientifico composto Renato Barilli, Ann Dumas, Diane Kelder, Claudio Strinati, che e' riuscito a mettere insieme diverse tipologie di opere. Grazie soprattutto alla collaborazione con la Bibliotheque Nationale de France, prestatrice di una sessantina tra incisioni e disegni di Manet. La mostra, hanno convenuto tutti gli intervenuti, e' stata una vera e propria sfida perche' il pittore parigino, morto a soli 51 anni, non fu prolifico quanto i suoi contemporanei. Al contrario di Degas o di Cezanne, che realizzarono migliaia di tele, Manet ne ha prodotte circa 400, di moltissime sono considerate capolavori assoluti. Quindi non soggetti a prestiti per definizione, tesori inamovibili dai piu' grandi musei del mondo che hanno la fortuna di custodirli. ''Manet conta opere 'sacrali' e imprestabili, quasi quanto Tiziano o Caravaggio'', ha detto il soprintendente Claudio Strinati per far capire lo sforzo organizzativo che e' stato necessario per mettere a punto la mostra del Vittoriano. Prima di questa rassegna, in Italia, c'erano stati solo due episodi, nel 1934 e nel 1948, alla Biennale di Venezia, ma si era trattato solo di alcuni dipinti, ripresentati anche qui a Roma.
Del resto la grandezza dell'autore dell''Olympia' o del 'Dejeuner sur l'herbe' e' indiscutibile, quasi un luogo comune di questo artista definito da Renato Barilli ''pieno di futuro'', anche se non fu mai impressionista. Attento al passato, ando' piu' lontano, ha proseguito, fu amante della pittura classica italiana e spagnola e straordinario nel disegno, perche' indispensabile nell'innalzare le sue figure che come icone dominano lo spazio circostante.''E stata la spazialita' quasi appiattita - ha proseguito Barilli - il grande scandalo del 'Dejeuner' e non solo per il nudo della donna adagiata sull'erba, che aveva molti esempi nell'arte antica. Manet in questo quadro buttava via la prospettiva''. E apriva la strada ai Gauguin, ai Fauve alle avanguardie fino alla Pop Art. Manet assi piu' innovativo dell'impressionista Monet, attento invece alla fusione atmosferica, al suo oggi che plasma di luce, colore ed emozioni. Manet invece, vero leader delle avanguardie dell''800 francese, punta sulla figura. E in mostra ci sono alcuni ritratti, anche nature morte (magnifica la coppia di peonie) e alcune marine con il mare che pare di ghiaccio e le navi nere che si stagliano tra i flutti. Purtroppo, se non si conosce alla perfezione l'intera opera di Manet, e' difficile capirla nella sua problematicita' solo ammirandone le pur belle incisioni



 

 

 

 

data ultima modifica: mercoledì 16 agosto 2017
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