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PANORAMA DEGLI ARTISTI E DELLE RASSEGNE

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amedeo modigliani

Conclusa a l Vittoriano la rassegna dell'artista livornese
(redazione)   - Si è conclusa al Vittoriano di Roma la mostra su Amedeo Modigliani,l’artista livornese che lasciò l’ambiente provinciale italiano e la tradizione dei post-macchiaioli,e si
lanciò nella Ville Lumière di inizio secolo,teatro delle avanguardie,dei grandi fervori culturali e di un vivace mercato dell’arte. Nella capitale francese,la pittura viveva una stagione di grande rinnovamento,espressione di un mondo che si proiettava nel futuro e nella tecnologia con grande entusiasmo,ma che viveva anche un’ansia ed un disagio esistenziale per il crollo dei valori e delle certezze del secolo trascorso. Il mondo si preparava al grande conflitto,perché incapace di sostenere una crisi culturale,ideologica,e politica,le cui radici erano proprio in quella mitteleuropea di fine secolo. Questa mostra ha voluto ripercorrere la ricerca pittorica di Modigliani attraverso i ritratti e alcuni nudi che pongono un rapporto strettissimo tra la psicologia del soggetto e un’eleganza formale assoluta. I modelli dei ritratti sono i suoi amici e le sue donne. I nudi furono realizzati tra il 1916-17,nella piena maturità ed esprimono realismo e sensualità. La mostra comprendeva anche disegni preparatori e una serie di teste realizzate a matita grassa e a matita su carta negli anni ’10 del 1900,e di cariatidi ad acquerello rosa o a tempera su carta,legate all’interesse che Modigliani ebbe per l’antichità. A matita sono anche una serie di ritratti e di disegni,quali:”The young pilgrim”- “L’estatico”- “Uomo in preghiera”. Modigliani fu una personalità complessa,di estrazione borghese e di tradizione israelita,uomo dall’aspetto elegante ma dalla salute cagionevole che lo portò alla morte a soli trentacinque anni nel 1920. Dal 1909 al 1915 si occupò quasi esclusivamente di scultura,a cui però,dovette rinunciare per problemi respiratori. Dal 1916 al 1919 invece,si occuperà di pittura,definendo il suo stile assolutamente personale,fatto di una linearità semplice ma essenziale. In Italia si era formato sulla tradizione di Giovanni Fattori e dei post-Macchiaioli,ma a Parigi la tradizione incontra le avanguardie con Cezanne,Picasso,Toulouse-Lautrec,Brancusi,e con l’arte primitiva. Il risultato fu uno stile personale che fu al di fuori delle grandi correnti pittoriche del tempo: il Cubismo(Picasso),e i Fauves (Matisse). La sua linearità semplice deriva dalla semplificazione geometrica di Cezanne. Questa semplice linearità rompe con la tradizione nella esemplificazione della forma,ma mantiene comunque, una grande forza espressiva. Nei nudi,la linearità delle forme da spazio a forme volumetriche con forte cromatismo,che vogliono annullare qualsiasi pudore e forse, nascondere ciò che di vulnerabile c’è nell’essere umano,cioè,l’anima,che invece viene svelata senza alcuna ritrosia nei ritratti,alcuni affascinanti altri malinconici. Lo studio psicologico nei ritratti mette a nudo le emozioni più profonde che vibrano nelle linee contorte,dando luogo a figure allungate,a volti ovali,a colli esili e ad occhi privi di sguardo,quasi a voler annullare ogni contatto con la fisicità e diventare pura emozione. Tra i dipinti presenti nella mostra vogliamo ricordare il “Ritratto di giovane donna”(1918-19) in cui si perde ogni contatto con la materia e con le proporzioni e si esprime una dimensione puramente interiore. Il “Nudo di donna con cappello”,una figura scarna deforme,consumata nell’animo. Il “Nudo seduto” è,invece,una figura dolce,composta e delicata,femminile nel volto ma androgina nel fisico. Il dipinto “Ragazza con bavero alla marinara”(1916) è malinconico,mentre “Il busto di giovane donna” è altero e intelligente. Infine, i ritratti di Leopold Zbarowsky mantengono una certa fisicità,pur sottolineando l’aspetto psicologico.

Antonella Colaninno

 


 

 

 

 

 

data ultima modifica: mercoledì 16 agosto 2017
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