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pablo picasso
 

"  L' ILLUSTRATORE "

 

 

 

Antonella Colaninno - 14 ottobre 2006 - Il Castello Svevo di Bari ospita dal 7 ottobre al 15 novembre le opere grafiche dei libri d’artista di Pablo Picasso (1881-1973). La mostra presenta alcuni disegni dell’artista spagnolo creati per illustrare testi letterari come le “Metamorfosi” di Ovidio (1931) e “Il capolavoro sconosciuto” di Honorè de Balzac (1931),le cui edizioni furono curate dal mercante d’arte ed editore Ambroise Vollard e dall’editore Albert Skira. Queste opere rientrano a pieno titolo nell’attività pittorica di Picasso,e non possono essere considerate opere minori poiché lo stesso artista amava definirsi “illustratore-pittore”e questo tipo di produzione si sviluppa parallelamente a quella pittorica.Questi disegni non vogliono essere un compendio all’opera letteraria e si sviluppano come “ un racconto nel racconto”,con una poetica in arte in sé;il modello letterario rappresenta un punto di partenza da cui si dipana un percorso intellettuale ed artistico diverso; inoltre,vengono qui riproposti i temi cari all’artista:la mitologia, l’erotismo e la creazione artistica. Le illustrazioni per le Metamorfosi di Ovidio risalgono agli anni ’30-’31 del 1900;Picasso è qui un disegnatore classico,dalla linea morbida e pulita,priva di ombreggiature chiaroscurali. La purezza della linea ha una grande forza evocativa,di grande impatto emotivo.Nonostante l’assenza di chiaroscuro,la linea di contorno chiude al suo interno forme morbide e voluttuose che hanno una forte plasticità.Picasso gioca con gli opposti,e con la linea leggera allarga gli spazi e crea i volumi riempiendoli di vuoto;nell’assenza di plasticità e nell’esemplificazione delle forme si creano morbide volumetrie.E’nell’incontro dei volumi,nella fusione dei corpi che avviene la “metamorfosi”,in cui si annullano i limiti fisici e l’uomo diventa energia cosmica e acquisisce la conoscenza divina. In Ovidio le metamorfosi avvengono per mano degli dei. In Picasso la fusione dei corpi ha una valenza fortemente erotica,che si avvale del mito di Eros e Thanatos;l’esperienza erotica unisce in simbiosi non soltanto i corpi ma anche le anime, diventando esperienza assoluta. L’atto sessuale,punto limite di unione della fisicità,è allo stesso tempo il suo superamento,perché diventa acquisizione dello spirito. Per lui l’antichità è il mistero,è l’inquietudine del mito e non un’arcadia. La linea è il limite tra finito e infinito,tra unità e molteplicità,tra amore e morte. Le metamorfosi si riallacciano al mito della creazione ma in chiave erotica. Nel 1926 A. Vollard propone a Picasso di illustrare”Il capolavoro sconosciuto”di Balzac. Nel 1927 Picasso realizza 12 acqueforti per il libro,dando forma ad un disegno che si esprime per chiaroscuri e che si articola sul tema del pittore e della modella. In Balzac le acqueforti hanno un’unità figurativa e narrativa poiché c’è un’organizzazione spaziale tra le figure,un limite tra finito e infinito,e in questa dialettica si crea la narrazione. Le figure non si fondono nello spazio ma lo scandiscono,lo riempiono con la loro fisicità.
 

 

 

 

 

 

data ultima modifica: mercoledì 16 agosto 2017
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