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Aldo Pecoraino
 

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il santuario di san michele arcangelo

Il Santuario di San Michele Arcangelo è il luogo sacro più celebre dell’occidente latino,ponte geografico delle rotte di pellegrinaggio della cristianità medioevale,che univa il Santo Sepolcro di Gerusalemme alla tomba degli apostoli Pietro e Paolo a Roma, da cui poi si proseguiva lungo il cammino che portava a Santiago di Compostela. Michele è il principe degli angeli,difensore del popolo di Dio,rappresentato nell’iconografia tradizionale con la spada;è un angelo guerriero che ha sconfitto Satana e il male; il suo nome è citato nell’Antico e nel Nuovo Testamento. Il Santuario è un complesso monumentale che accorpa varie facies che testimoniano il trascorrere dei secoli e i domini che si sono susseguiti nel corso del tempo. Le sue architetture si sviluppano intorno alla grotta dove l’Arcangelo Gabriele sul finire del V sec. d.C. fu il protagonista di eventi miracolosi con le sue apparizioni;la leggenda tramanda che il Santo sarebbe apparso nel maggio del 490 e a seguire nel 492 e nel 493,mentre un’ultima apparizione sarebbe avvenuta nel 1656 durante la peste. Il Santuario si trova a Monte Sant’Angelo,città a sud del promontorio garganico a 831 metri sul livello del mare. Furono i Longobardi (discesi in Italia nel 568 si stabilirono in Puglia a partire dal VII sec.e nell’VIII raggiunsero la massima espansione) a dare dignità di Santuario alla grotta dell’Arcangelo,ubicata lungo la “Via Sacra Langobardorum”che andava da Mont Saint Michel sulla costa settentrionale della Francia, fino al Santuario garganico;era così definita perché attraversava tutti i territori longobardi in Italia. La grotta fu saccheggiata dai Saraceni nell’869 e riedificata da Ludovico II (terzogenito di Lotario che ereditò l’Italia e il titolo imperiale) nell’871 e fu meta per i Crociati che si recavano in Terra Santa. La Basilica, costruita in XIII sec. da Carlo I d’Angiò,presenta un atrio delimitato da un colonnato sul lato sinistro mentre sulla destra si erge il Campanile ottagonale fatto erigere da Carlo I d’Angiò dai protomagistri Giordano e Maraldo. Dall’atrio si accede alla Basilica attraverso due grandi archi ogivali che conducono ai due portali in bronzo con scene dell’Antico e del Nuovo Testamento. Attraverso una scalinata si scende alla Celeste Basilica passando attraverso le porte di bronzo fuse a Costantinopoli nel 1076. Qui si trova la Grotta delle apparizioni,una cavità naturale di roccia calcarea,con l’altare e la statua dell’Arcangelo Michele in marmo bianco di Carrara,opere dell’artista Andrea Sansovino scultore e architetto toscano,attivo in molti cantieri italiani tra la fine del Quattrocento e il primo Cinquecento, e la cattedra di Acceptus,scultore del romanico pugliese attivo in terra di Puglia nei cantieri di Siponto,Canosa e Monte Sant’Angelo,dove ha realizzato suppellettili liturgiche;nella chiesa dell’Arcangelo ha scolpito la Cattedra episcopale in pietra, conservata nella Grotta e l’ambone eseguito nel 1041,di cui oggi rimane soltanto l’aquila e il leggio conservati all’interno delle Cripte. Le Cripte risalgono all’epoca longobarda e sono databili tra la fine del VII e l’inizio dell’VIII;sono state riportate alla luce durante gli scavi condotti negli anni Cinquanta del secolo scorso;negli anni Settanta sono state identificate una serie di croci incise di tipo celtico,longobardo,…e le iscrizioni murarie di cui alcune a caratteri runici anglosassoni,usate tra VI e IX sec.,dai tratti lineari e angolari per via del supporto scrittorio su cui venivano incise (legno,metallo,pietra);esse avevano soprattutto un valore magico e sacrale,e sono la testimonianza del grande flusso di pellegrini proveniente da tutta Europa. Le Cripte rappresentano una parte della antica struttura da cui si accedeva alla sacra Grotta;esse corrono sotto il pavimento della Basilica e sono suddivise negli ambienti A,B,e C. La zona C sale per una scala da cui si entrava alla Grotta. Furono abbandonate tra il 1270-1275 quando gli Angioini diedero il nuovo assetto al Santuario con le loro costruzioni. All’interno di questi ambienti sono collocati materiali di scavo provenienti dall’ex chiesa di San Pietro,dall’Abbazia benedettina di Pulsano,e dallo stesso Santuario michaelico.

 

                                             Antonella Colaninno

 

 

 

 

 

data ultima modifica: mercoledì 16 agosto 2017
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