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PANORAMA DEGLI ARTISTI E DELLE RASSEGNE

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Tiziano e il ritratto di corte: da Raffaello ai Carracci

 

 

 

Tiziano e il ritratto di corte è un viaggio attraverso la storia del nostro Rinascimento,di quell' ambiente di corte dove le grandi famiglie TIZIANOsignorili facevano lustro della propria potenza attraverso l'arte che la tramandava nel tempo. Il ritratto, un genere pittorico che era ritenuto meno aulico rispetto al genere storico, era tra le committenze che arricchivano le collezioni delle gallerie dei palais signorili, luoghi più lunghi che larghi (secondo la definizione del Parnety e del Lacombde Prezel) ,dove si raccoglievano antichità di ogni sorta, quasi a voler creare una linea di continuità genealogica della famiglia in mancanza di un blasone. La ritrattistica si afferma nel 1500 con la riscoperta dell'antico e con la nascita di un collezionismo che predilige antichità, come busti, medaglie e monete e di cui si riprendono anche gli intenti celebrativi.  Il ritratto di Francesco II, nella prima sala della mostra, è un esempio di ciò. Tiziano non lo eseguì dal vero ma da una medaglia del Cellini.TIZIANO: LA FLORA La tipologia del volto e l'imponenza del fisico sono un omaggio alla regalità. Questa mostra comprende anche altri novanta ritratti dei più grandi artisti italiani del Cinquecento, da Raffaello ai Carracci, in permanenza nelle collezioni del Museo di Capodimonte. Il ritratto è una testimonianza preziosa perché documento storico del personaggio e della vita culturale e politica del Cinquecento italiano, caratterizzato dalla affermazione politica dei poteri autonomi signorili, così come lo furono i poteri monarchici in Europa. Nelle botteghe di Firenze, Milano, Venezia, Roma e Napoli le diverse scuole di pittura hanno interpretato il ritratto secondo le proprie tradizioni figurative, ma tutte perseguendo un'unica finalità celebrativa. Tiziano fu un pittore di corte che lavorò con una certa indipendenza da questi ambienti. Infatti,non fu solo al servizio di Francesco II, ma anche di Carlo V, suo acerrimo nemico in Europa e nei territori d'oltre oceano per il monopolio dei mercati coloniali. Inoltre, Tiziano non fu legato ad un'unica tipologia di ritratto, e se quello di Francesco II è un omaggio alla regalità, il ritratto di Carlo V (che apparteneva alla famiglia Farnese), non è solenne ma intimo e familiare;Tiziano corregge l'imperfezione del mento del sovrano, ritraendolo con le labbra socchiuse. Un'altra tipologia di ritratto è quella di Filippo II (figlio di Carlo V ed erede dei domini italiani dell'impero) che viene rappresentato per intero nella sua ufficialità di sovrano, come mostra la mano in ad locutio (tipico atteggiamento dell'uomo di potere della romanità) e l'imbottitura dell'abito,simbolo di potere e di virilità. Nella stessa sala si trova il Paolo III Farnese con i nipoti (di proprietà del Museo di Capodimonte), CARRACCIun dipinto rimasto incompiuto (come mostra l'espressione arcigna del volto dell'ex cardinale Farnese),a causa del cambiamento di alleanze politiche;infatti,il ducato di Parma e di Piacenza, costituito da Paolo III non fu più affidato ad Ottavio Farnese marito della figlia di Carlo V per l'opposizione di PierLuigi. In altri due ritratti del pontefice,in rassegna in questa mostra ,il volto mostra dei lineamenti più delicati; essi sono anche un esempio di quella pittura tonale che attraverso un gioco di luci e di ombre rende la pesantezza delle forme e la lucentezza del colore. Un ritratto ancora diverso nella tipologia è quello del cardinale Filippo Archinto il cui volto è coperto per metà da un velo che ha valore letterario ed autobiografico,con forte valenza simbolica,di un qualcosa che c 'è ma non si vede; infatti si riferisce alla carica di arcivescovo che il cardinale ebbe in titolo ma che non esercitò mai. Sempre nella sezione dei ritratti c'è quello borghese di Jacopo Strada in cui Tiziano trasmette tutta la sua antipatia verso l'antiquario,che ritrae con sguardo basso, ambiguo e con abbigliamento kitsch. La stola di pelliccia sulla spalla è un modo gentile di Tiziano di ricordargli che non gliela aveva più resa. In questa sezione troviamo il dipinto Allegoria sulla prudenza del 1565 proveniente dalla National Gallery di Londra,un dipinto allegorico che raffigura lo stesso Tiziano,suo figlio Orazio e suo nipote Marco. Il cane, il leone e il lupo sono anch'essi allegoria del passato del presente e del futuro. Nel ritratto del doge Francesco Venier(perché Tiziano come Bellini e poi Tintoretto fu pittore della Serenissima) Tiziano non copre i difetti ma li sottolinea evidenziando il volto emaciato e il fisico appesantito del personaggio. Il paesaggio e l'incendio nell'inquadratura della finestra sullo sfondo alludono alla politica pacifista del doge che aveva posto fine alle guerre civili,ma sono anche il presagio di una nuova fase di conflitti che inizieranno con la fine della carica del Venier. Nella sezione della mostra dedicata agli affetti è collocato il dipinto del Carracci la famiglia Tacconiin cui l'estrazione sociale popolare si denota dal grembiule indossato dalla donna,mentre l'armonia familiare è resa dalla disposizione circolare delle teste. Ancora,il dipinto di Agnolo Bronzino Eleonora di Toledoè un ritratto di corte la cui ufficialità si evidenzia dal panno verde sullo sfondo e dalla freddezza inespressiva della donna. L'ultima sezione della mostra è dedicata alle donne del Tiziano,tra cui Flora(proveniente dalla galleria degli Uffizi),simbolo di bellezza,forse da identificare nella figuraRAFFAELLO di Cecilia,sua governante e poi sua sposa. Infine,la Danae,della collezione Capodimonte,grande dipinto a soggetto mitologico,che nasce come ritratto di una cortigiana di nome Angela,la preferita del cardinale Alessandro Farnese,per divenire la trasposizione mitologica della figlia di Argo,che Giove volle possedere perché invaghitosi della sua bellezza,tramutandosi in una pioggia doro. Nel dipinto,la pioggia di monete doro allude al mito di Argo e al ruolo di cortigiana prezzolata,e ciò viene sottolineato dalla porpora doro presente su ogni elemento della tela.Questo dipinto appartiene alla fase più propriamente manierista del Tiziano. Per concludere,si vuole dare nota tra i tanti anche del ritratto di Cosimo il Vecchio(antenato di CosimoI che allestì la collezione medicea al primo piano di Palazzo Vecchio,mentre Alfonso de Medici organizzò gli Uffizi) del Pontormo,in cui il ramo vecchio e il ramo nuovo che si intrecciano rappresentano la continuità del potere,un ramo dinastico che finisce e uno nuovo che incomincia. Ancora,il ritratto di Galeazzo San Vitaledel Parmigianino che usa lescamotage dello specchio deformante facendo girare il personaggio sulla sedia che invece resta in asse prospettica.

Antonella Colaninno
30 maggio 2006

 

 

 

data ultima modifica: mercoledì 16 agosto 2017
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