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Aldo Pecoraino
 

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PANORAMA DEGLI ARTISTI E DELLE RASSEGNE

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  van gogh e gaugin

 

 

 

 L’avventura del colore nuovo

Per l’ennesima volta il museo di Santa Giulia di Brescia ci ha lasciati a bocca aperta; grazie alla perfetta organizzazione di Linea D’Ombra e a Marco Goldin che ne ha ideato e curato ogni particolare.
Il museo ha raccolto per questa occasione 150 opere da tutto il mondo di due grandi pittori post-impressionisti: Van Gogh e Gauguin.La mostra è divisa in 8 sezioni legate tra loro in modo consequenziale e continuativo;
la prima sezione ha  presentato soprattutto disegni di Van Gogh eseguiti in Olanda. E’ infatti possibile osservare una forte influenza nei colori e nelle scelte tematiche della pittura fiamminga.
La seconda sezione invece ha presentato opere di Gauguin nel passaggio da Parigi alla Gran Bretagna. E’ possibile osservare in esse per la prima volta la presenza dei contorni scuri, tipici della pittura di Gauguin, per esempio in “contadine bretoni”del 1894 e anche della concezione dualistica di una rappresentazione reale e allo stesso tempo ultraterrena come in “visione del sermone”del 1888, o nel ‘Cristo verde’. Nella terza sezione sono raccolte le opere di Van Gogh a Parigi, dove si recò per seguire l’adorato fratello Theo (mercante d’arte) al quale scriveva numerose lettere che tra l’altro è possibile leggere sulle pareti di ogni sezione. E’ un Van Gogh già turbato interiormente. Si sente solo ed estraniato da tutto ciò che gli accade intorno. Possiamo osservare questo conflitto interiore già dalla serie degli autoritratti (del 1987 il primo) in cui si rappresenta in diverse versioni, da contadino ad aristocratico, da una rappresentazione fotografica a una astratta; non vi è più paesaggio retrostante ma solo colore, prima uniforme poi caratterizzato da pennellate ampie e veloci. Nella quarta sezione si possono osservare le opere di Van Gogh e Gauguin ad Arles nelle quali possiamo notare da parte di Gauguin una distorsione della realtà, per esempio nelle ‘Arlesiane’ del 1888.
Le uniche opere in cui si riesce a percepire una serenità interiore di Van Gogh è la quinta sezione che raccoglie i ritratti della famiglia Roulin e del Poustein (postino). Dietro ad ognuno l’artista ha infatti deciso di apporre uno sfondo fiorito che simboleggia appunto la riconoscenza e l’affetto per questa famiglia che gli è stata accanto nei suoi momenti difficili.L’influenza della pittura di Millet su Van Gogh è possibile osservarla nei dipinti della sesta sezione in cui notiamo una forte somiglianza non tecnica ovviamente ma solo nella scelta della tematica contadina e nell’impostazione iconografica per esempio nel “Seminatore” del 1890. La settima sezione presenta le opere di Van Gogh a S.Auvers e Saint Remì mentre l’ultima,l’ottava, alla quale si accede dopo essere passati da un corridoio multimediale nel quale è possibile osservare le opere di Gauguin del periodo Taithiano e nelle isole Marchesi proiettate su alcuni pannelli e accompagnate da una voce narrante e da una colonna sonora in sottofondo, regalando al fruitore delicate esperienze sensoriali. Famose di quest’ultima sezione le “donne a Tahiti”del 1891 proveniente dal Museè D’orsay di Parigi. E’ certamente una mostra di notevole qualità nella quale possiamo notare una scelta espositiva perfettamente amalgamata e pertinente. E’ possibile visitare la mostra al museo di Santa Giulia a Brescia fino al 19 marzo 2006 e visitare il sito di linea d’ombra nell’attesa della prossima mostra dedicata a Mondrian e a Turner e gli impressionisti.
Palermo,11/11/2005
Gaia Riccobono.

 

 

 

 

 

data ultima modifica: mercoledì 16 agosto 2017
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