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Aldo Pecoraino
 

 
avvertiamo i Signori Utenti che l’associazione culturale “il torchietto” non ha alcun venditore che si occupi di contatti o vendite di alcun tipo. Eventuali richieste o informazioni devono essere esclusivamente riferite a mezzo mail o ai numeri telefonici in home page indicati. 
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  INTRODUZIONE
Queste pagine  sono dedicate ai musei in generale ed alle fondazioni in particolare dislocati in Italia e all'estero. Un itinerario esclusivo verrà riservato alla sezioni dedicate alla pittura. Le Vostre segnalazioni, intendiamo quelle riferite a fondazioni e spazi artistici non espressamente noti, ma non per questo meno ricchi di opere d'arte, creeranno una raccolta esclusiva. Le vostre impressioni saranno vagliate attentamente e riportate sul nostro sito web.
Congiuntamente alle Vostre segnalazioni ci proponiamo di porre in primo piano anche quelle realtà artistiche meno note.  
All'indirizzo di posta elettronica : 
arte@iltorchietto.it, specificando l'oggetto "musei e fondazioni", potrete inviare unitamente alle foto in formato gif o jpg, le informazioni  tecniche di seguito indicate: nome dell'autore del reportage -  luogo ubicazione del museo  - orari dedicati  - pittori presenti - elementi caratterizzanti l'attività museale -  altre ulteriori informazioni che riterrete utili. 
 PINACOTECA DI BRERA  CASA BUONARROTI
 MUSEO DEL PRADO  GALLERIA DELL'ACCADEMIA
 MUSEI DEL VATICANO

[indice musei]

La Pinacoteca di Brera, ospitata nel palazzo progettato da F. Richini nel XVII secolo, ospita una collezione di opere sia di epoca medievale che moderna.
Nel 1776 l'imperatrice Maria Teresa d'Austria istituì a Milano un centro culturale e didattico che comprendeva un osservatorio astronomico, un istituto di scienze e lettere, una biblioteca e un'accademia di belle arti.
La collezione iniziale doveva servire come studio per gli allievi,  ma divenne sempre più vasta soprattutto in età napoleonica con l'aggiunta dell'immenso patrimonio di proprietà degli ordini religiosi soppressi.
Nel 1882 Brera diventa Pinacoteca di Stato e apre al pubblico. Nel corso degli anni ha subito importanti ristrutturazioni ed ha ampliato la sua
collezione.
Grazie ai consistenti  lasciti  di opere del Novecento, si è potuto creare una sezione dedicata all'arte del XX secolo
Tra le opere più prestigiose del passato vi è il "Cristo morto" del Mantegna.
Tra gli artisti più significativi del '900 troviamo
Boccioni, Picasso, Morandi ed altri.

 

[indice musei] In spagnolo "Prado" significa "prato" e nel contesto di Madrid di riferiva originariamente ad una passeggiata alberata ("el Paseo del Prado") nella parte orientale della città, luogo di svago per molti madrileni a partire dal XVI secolo. La facciata del museo
Nel 1774 accanto alla passeggiata venne creato un giardino botanico, completato poco tempo dopo, per volere del re Carlo II, da un edificio destinato ad accogliere vari istituti scientifici.
Il progetto venne affidato all'architetto juan de Villanueva (1739-1811).
Il suo progetto viene approvato nel 1787 dal re e prevedeva un'accademia scientifica al piano terreno ed un museo di storia naturale al piano superiore.
L'edificio fu completato in venti anni ma, appena terminato, e prima che venisse inaugurato, venne saccheggiato dall'esercito francese che invase la Spagna nel 1808. Due anni dopo, nel 1816, il re decise di far riparare l'edificio ed adibirlo all'esposizione di parte della ricca collezione reale di dipinti.
Venne aperto al pubblico nel 1819, anche se era previsto che restasse chiuso "nei giorni di pioggia e quando c’è troppo fango".
All'inizio ospitava 311 dipinti, tutti di artisti spagnoli, questi quadri rappresentavano solo una minima parte di quelli di proprietà della famiglia reale spagnola, che ne possedeva oltre 5000 distribuiti nei vari palazzi.
Parte di questi venne aggiunta alla collezione del Prado nel giro di pochi anni e nel 1821 vennero inclusi per la prima volta i pittori italiani con 195 opere che comprendevano capolavori di artisti come Raffaello e Tiziano.
Nel 1843 vennero esposti i dipinti dei grandi maestri fiamminghi.
Nel 1868 il Prado divenne di proprietà della nazione e non più della famiglia reale.
A partire da quel periodo la pinacoteca si ampliò grazie ad acquisti e lasciti, ma anche per il trasferimento di dipinti da altri enti.


 

 

 

[[indice musei]

In questi musei sono racchiusi secoli di storia; ogni papa, iniziando da Giulio II fino ai nostri giorni, contribuì in qualche modo ad ampliare le collezioni.
Il primo nucleo di questi musei sorse nel Rinascimento; dal Palazzetto del Belvedere si aggiunsero nel tempo le Gallerie ed i Musei che formano l'attuale complesso museale. Nel 1970 sono state aperte al pubblico due raccolte di antichi cimiteri ebraici, con la denominazione di Museo Gregoriano Profano e Museo Pio Cristiano. Dal 1929 i musei dipendono dal Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. Il complesso del museo è molto vasto e organizzato in sezioni visitabili seguendo precisi percorsi. Le sezioni più note sono le seguenti:
Pinacoteca
- fu fondata da papa Pio XI, sono raccolte opere dai primi sec. dopo Cristo fino ai sec. XII e XIII.
Museo Pio-Clementino - comprende soprattutto opere di scultura greca e romana.
Museo Chiaramonti - opera del Bramante, completa le raccolte della antichità classica.
Museo Gregoriano Etrusco - fondato da Gregorio XVI, contiene reperti etruschi.
Museo Egizio -si trovano monumenti provenienti da esplorazioni fatte in Egitto.
Stanze di Raffaello - comprendono quattro sale fatte erigere da Niccolò V.
Loggia di Raffaello - le logge furono iniziate da Bramante e continuate da Raffaello.
Cappella di Niccolò V (o del Beato Angelico), decorata con scene della vita di Santo Stefano e San Lorenzo.
Appartamento Borgia - prende il nome dal papa Alessandro VI Borgia.
Collezione d'Arte Religiosa Moderna - opere donate alla Santa Sede da artisti e collezionisti di tutto il mondo.
Cappella Sistina - dove si tengono i conclavi per l'elezione dei papi, famosa per l'opera di Michelangelo.
Biblioteca Apostolica - fondata da Niccolò V e costruita da D. Fontana nel 1588.
Pinacoteca Vaticana - le opere sono numerose e significative.
Museo Gregoriano Profano - raccoglie statue,rilievi e opere di epoca greca e romana.
Museo Pio Cristiano - si trovano iscrizioni storiche, elementi architettonici, musivi di età cristiana.
Museo Storico - con le carrozze di papi e cardinali, uniformi ed armi.

 

 

[indice musei] - I Disegni -
Alla ricerca continua della perfezione, il Michelangelo, in punto di morte, come racconta il Vasari,preferì bruciare una grande quantità di disegni.  Anche per quest'ansia di perfezione dell'artista e pe quello che si racconta, la sua opera grafica risultò subito rara e ricercata: tanto che Leonardo, suo nipote ed erede, riuscì a comprare solo a caro prezzo sul mercato romano, dopo la morte dello zio, un gruppo di suoi disegni. Si tratta probabilmente dei fogli che intorno al 1566 lo stesso Leonardo avrebbe donato a Cosimo I dei Medici, insieme alla Madonna della scala.
Quando, nel secondo decennio del Seicento, Michelangelo Buonarroti il Giovane decise di allestire in memoria del grande antenato una serie di sale nella casa di famiglia di via Ghibellina, la Madonna della scala e una parte dei disegni donati ai Medici gli furono restituiti da Cosimo II. Gran parte dei disegni fu allora raccolta in volumi, ma i fogli che sembrarono di maggiore bellezza furono incorniciati e appesi alle pareti delle nuove sale: per esempio, nello Scrittoio la Cleopatra, nella Camera madonna col bambino: 1525 c.a.della notte e del dì uno dei progetti per la facciata di San Lorenzo, nella Camera degli angioli il cartonetto con la Madonna col Bambino. La raccolta di disegni di Michelangelo di proprietà della famiglia Buonarroti era allora la più cospicua del mondo; e tale rimane tuttora, con i suoi più di duecento fogli, nonostante i gravi assalti subiti: fu infatti impoverita alla fine del Settecento da una prima vendita che il rivoluzionario Filippo Buonarroti fece al pittore e collezionista Jean-Baptiste Wicar; e nell'ottobre del 1859 da una seconda, che il cavalier Michelangelo Buonarroti fece al British Museum.studi per la testa della leda:1530 c.a. Nel 1858 era morto Cosimo Buonarroti, ultimo erede diretto della famiglia, che per questo possedeva anche la parte più consistente delle carte michelangiolesche, da lui lasciate per testamento al godimento pubblico, insieme al palazzo di via Ghibellina e agli oggetti in esso contenuti.
Da allora i disegni della collezione restarono esposti in cornici e bacheche, e solo nel 1960 furono finalmente sottratti a questa sistemazione, che aveva procurato non pochi nudo di schiena:1504 - 1505 c.a.danni ai fogli. Ricoverati al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi e ivi restaurati, i disegni tornarono alla Casa Buonarroti nel 1975.
Poiché precisi motivi di conservazione invitano a non esporre permanentemente le opere grafiche, in una sala del museo appositamente attrezzata sono presentati a rotazione piccoli nuclei della collezione.
(da:casa buonarroti)
 

 

[indice musei] E' una collezione unica al mondo perchè riflette la storia della pittura veneta dal '300 al '700.accademia di venezia
Le origini delle gallerie risalgono al 1750, quando la Repubblica di San Marco decise di dotare la città di una "Accademia di Pittori e Scultori", sotto la direzione del Piazzetta; nel 1756 vi fu il riconoscimento ufficiale e la direzione passò al Tiepolo. Da questo momento si iniziò a raccogliere le opere degli allievi. Nel 1807, durante l'occupazione francese, si decise di trasferire la scuola d'arte e le raccolte in un luogo più adatto, la Scuola e la Chiesa della Carità. Fu aperta al pubblico come pinacoteca nel 1817.
Si sono poi aggiunti i quadri che provenivano dalla vecchia Accademia di Pittura e Scultura, quelle provenienti da chiese e conventi. Nel 1919, alla fine della prima guerra mondiale, alcune opere precedentemente sottratte dagli austriaci vennero restituite; numerose altre vennero successivamente acquistate dallo Stato.
Oggi la Galleria costituisce la più vasta e organica raccolta di storia dell'arte veneziana dal XIV al XVIII secolo.Tra le opere piu prestigiose: la "Tempesta" del Giorgione, la "Presentazione della Vergine" del Tiziano.

 




 

 

 

 

data ultima modifica: mercoledì 16 agosto 2017
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